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sabato 25 maggio 2024
 
festival
 

A Medjugorje giovani da tutto il mondo riuniti all'alba per la veglia di preghiera

30/07/2023  La veglia è stata l'evento conclusivo della 34esima edizione del Festival dei giovani, che si è svolto presso il paese della Bosnia Erzegovina, luogo di apparizioni mariane, dal 26 al 30 luglio

di Francesca Giordano

Immagina un popolo di migliaia di giovani che si sveglia nel cuore della notte e si dà appuntamento per una destinazione in disparte. Ma stavolta non è per un rave, non per la solita nottata di sballo, in cerca di rumori che coprano la solitudine, emozioni occasionali ed esperienze estreme. Stavolta questi giovani si mettono in cammino insieme, in piccoli gruppi, pregando il rosario e prima dell’alba giungono ai piedi di un irto monte, in cima al quale si erge una grande croce bianca, illuminata. Il popolo di giovani, silenziosamente, inizia a salire, nel raccoglimento, meditando la passione del Signore, con le stazioni della via crucis che scandiscono la strada e raggiunge finalmente la vetta, per celebrare la santa messa alle prime luci dell’alba. 

E’ quello che è accaduto questa mattina a Medjugorije dove alle 5, come vere sentinelle dell’aurora,  50.000 giovani sono saliti sul monte Krizevac per il momento culmine e conclusivo del loro pellegrinaggio, a cui sono stati attratti, come altre migliaia prima di loro,  per visitare quel piccolo villaggio della Bosnia Erzegovina dove la Madonna sarebbe apparsa nel 1981 e continuerebbe ad apparire ogni giorno da 42 anni.

Hanno concluso così, condotti da Maria ancora una volta all’incontro con Gesù, i quattro giorni del Festival dei giovani (Mladifest 26-30 luglio 2023), quest’anno giunto alla sua 34° edizione. A partire dal 1989 l’appuntamento è diventato annuale, è cresciuto, si è sempre più internazionalizzato. Anche quest’anno un arcobaleno di bandiere ha colorato fin dal primo giorno la spianata della parrocchia di san Giacomo, davanti all’altare all’aperto, dove si sono alternati gli intensi momenti di catechesi, di preghiera e di testimonianza.

Ora le decine di migliaia di ragazzi e giovani tra i 16 e i 30 anni che anche in questi giorni hanno letteralmente riempito Medjugorije, sono ripartiti per i 72 paesi di provenienza. Anche se molti continueranno il loro cammino verso la GMG di Lisbona con papa Francesco. I giovani più numerosi provenivano da Croazia, Italia, Messico, Polonia, Slovenia, Slovacchia, Corea del Sud, Spagna, Ucraina, Uruguay,  Stati Uniti e naturalmente dalla Bosnia Erzegovinia.  Ma erano presenti nutriti gruppi anche da molti altri Paesi, dall'Argentina al Ghana, dall'Hondruas al Libano. Un momento molto intenso per i giovani di Ucraina e Russia, questi due paesi in guerra, convenuti qui, tutti ai piedi della Regina della Pace.

Monsignor Jan Sobilo, vescovo della diocesi di Zaporizhzhya-Kharkiv in Ucraina, quest’anno non è potuto venire al Festival, ma ha inviato il suo messaggio: «La guerra non mi permette di essere con voi in questi giorni di grazia a Medjugorje. Voglio ringraziare la Madre di Dio per essersi presa cura del popolo ucraino, che l’anno scorso è stato benedetto attraverso i rosari dalla nostra Madre tramite voi giovani. Li avete raccolti durante il Festival della gioventù dell’anno scorso e poi li abbiamo portati tutti in Ucraina», ha detto Jan Sobilo, invitando a continuare la raccolta dei rosari che ha caratterizzato con questo forte segno anche questa edizione.

Per quattro giorni i giovani hanno letto, meditato e provato a vivere la frase del Vangelo, proposta come tema di quest’anno: «Ecco mia madre e i miei fratelli» (Mt 12,49). “Chi fa la volontà di Dio, questi è per me, fratello, sorella, e madre”, dice Gesù. E a questo proposito Papa Francesco ha aperto il suo messaggio, inviato anche quest’anno, mettendo in luce proprio questo aspetto: “Cari giovani, la volontà di Dio è un tesoro inestimabile!

Un messaggio caldo, scritto “con tutto il cuore”, quello del Santo Padre ai giovani riunti a Medjugorije, che offre spunti di alta spiritualità e tocca al contempo la concretezza della vita quotidiana. I due aspetti si fondono in Maria, indicata come esempio, madre, accompagnatrice e maestra del “sì incondizionato” e libero di ciascuno di alla volontà Dio. Il Papa lo spiega molto bene ai giovani, attraverso quattro passaggi principali.

Anzitutto, a partire da quella frase di Gesù che “a prima vista sembra mancare di rispetto a sua Madre”, spiega, come Egli invece ne illumini la vera grandezza: Maria non è beata perché ha portato fisicamente in grembo il Figlio di Dio, ma molto di più perché ciò è stato reso possible dal suo sì senza riserve alla Volontà di Dio, un sì che ripeterà ogni attimo della sua vita, e in cui troverà compimento tutta la sua missione. “Per questo la Vergine Maria stabilisce una parentela con Gesù ancor prima di darlo al mondo. Diventa discepola e madre del suo Figlio nel momento in cui accoglie le parole dell’angelo rispondendo: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola» (Lc 1,38). Da quel momento tutta la sua vita fu un continuo esercizio della volontà di Dio.” Ecco dunque la strada per trovare Gesù, per trovare, nell’amore senza se e senza ma, un rapporto speciale con Gesù, profondo, intimo, vero, unitivo, cuore a cuore, come fu per Maria.

In secondo luogo, Papa Francesco indica i grandi benefici di questo sì: alla luce dell’ immenso e personalissimo amore di Dio per ognuno dei suoi figli, la volontà di Dio viene mostrata a tutti i giovani come quella luce che illumina il senso della loro vita e che può orientare tutta la loro storia, trasfomandola in una divina avventura, che risponde ai desideri più profondi di felicità e realizza in pienenzza  tutta la loro umanità: “Cari giovani, Dio ha un progetto d’amore per ciascuno di voi.  Non abbiate paura della sua volontà, ma riponete tutta la vostra fiducia nella sua grazia. Per Lui siete realmente preziosi, siete importanti per lui, perché siete opera delle sue mani (…). Solo Lui conosce il vostro cuore e i vostri desideri più profondi. Solo Lui, che vi ama con amore completo, è capace di realizzare le vostre aspirazioni. Nessuno tranne Dio potrà darvi la felicità veritiera”.

In terzo luogo, il Papa evidenzia gli ostacoli a pronunciare un sì pieno alla volontà di Dio: occorre superare le tante trappole della quotidianità per cui “spesso ci troviamo in conflitto con questa volontà, a volte ci risulta difficile comprenderla e accettarla, vorremmo una vita diversa, senza sfide, senza sofferenze; vorremmo noi stessi diversi, magari più intelligenti, più ricchi in talenti e doni instillatici”. Il Papa, con la concretezza che gli è propria, ha aiutato i giovani ad individuare tutto ciò che costituisce un impedimento a lanciarsi senza riserve nel piano d’amore che Dio propone a ognuno: sospetti, paure, attaccamenti, incredulità, egoismi e pigrizia: “Spesso abbiamo paura di questa volontà, perché temiamo che Dio possa imporci qualcosa per puro caso, e non per il nostro bene; temiamo che accettare la sua volontà significhi rinunciare alla nostra libertà…”

Infine, il Santo Padre mostra gli effetti generativi del sì alla volontà di Dio e le ricadute positive sul mondo intero: lasciare come Maria che lo Spirito Santo generi Gesù nel proprio cuore e generarlo negli altri, attraverso una testimonianza di vita che evangelizza e riverbera la grazia di Dio sul mondo intero. Ecco il mandato del Papa: “Siate missionari entusiasti della nuova evangelizzazione! Portate a chi soffre, a chi è in ricerca, la gioia che Gesù vuole donare. Portatela alle vostre famiglie, alle vostre scuole e università, nei vostri luoghi di lavoro e ai vostri amici, lì dove vivete. Se lasciate che la grazia di Dio operi in voi, se sarete generosi e perseveranti nel vostro operare quotidiano, renderete questo mondo un luogo migliore per tutti”.

Papa Francesco offre ai giovani la Volontà di Dio come criterio fondamentale del  “pellegrinaggio spirituale” (che parte da quello geografico, ma non si esaurisce in quello)  e che che si realizza nell’incontro con Gesù, attraverso la preghiera, la Parola, la santa messa, la confessione, l’adorazione, la carità e l’aiuto reciproco. Un cammino “di fede” che parte o si rinnova a Medjugorije, per proseguire poi nell’ adesione quotidiana, fedele e perseverante, umile e sincera, alla volontà di Dio, vero segreto di santità.

E Maria in questo disegno è l’esempio da “seguire”, la Madre che “accompagna”, la Maestra che “insegna” a pronunciare questo sì, senza paura e resistenze, facendoci intravedere la gioia di fidarsi e affidarsi a Dio, di comprendere e  accettare la volontà di Dio nella nostra vita, di santificarsi e di santificare. Tra i giovani, si poteva cogliere la presenza discreta dei veggenti, oggi tutti over 50, che hanno passato il testimone dell’organizzazione del festival alle nuove generazioni. Nel 1989 infatti Padre Slavko Barbaric, lanciò per la prima volta l’iniziativa, dopo che la Madonna il 15 agosto 1988, aveva raccomandato ai sei ragazzi, allora ventenni, di dedicare un intero anno ai giovani loro coetanei:

“Figli cari! Oggi ha inizio un nuovo anno: l’anno dei giovani. Voi sapete che la situazione dei giovani di oggi è assai critica. Perciò vi raccomando di pregare per i giovani e di dialogare con loro perché i giovani oggi non vanno più in chiesa e lasciano le chiese vuote. Pregate per questo, perché i giovani hanno un ruolo importante nella Chiesa. Aiutatevi l’un l’altro ed io aiuterò voi. Miei cari figli, andate nella pace del Signore.”

Molto significativa anche quest’anno la presenza dei sacerdoti. Le celebrazioni eucaristiche hanno visto la partecipazione quotidiana di alcune centinaia di presebiteri, fino a oltre 600,  mentre molti altri erano impegnati nel sacramento della riconciliazione, che ha registrato un’affluenza continua e conferma la vocazione di Medjugorije ad essere “il confessionale del mondo”. Il Visitatore Apostolico permanente della Santa Sede a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje, l’arcivescovo Vescovo mons Aldo Cavalli, ha accolto con calore i giovani, sottolineando che «Medjugorje è un luogo di grazia e di fede, un luogo di preghiera, un luogo di conversione, un luogo di libertà personale nel rispondere al Signore».

(Foto dal profilo Facebook di Medjogorje Youth Festival)

 
 
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