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sabato 24 febbraio 2024
 
 

Francesco Cossiga, Famiglia Cristiana e American Graffiti

05/02/2024  La figlia Anna Maria ha raccontato al Corriere della Sera che il padre le impedì di vedere il celebre film nel 1974 seguendo i consigli del nostro giornale. Ecco come lo giudicò il giornale

Che piacere apprendere stamattina dal Corriere della Sera che, nel 1974 il parere di Famiglia Cristiana fosse preso in così grande considerazione dalle famiglie italiane. Ma che dispiacere scoprire, contestualmente, che Anna Maria, la figlia del futuro presidente Francesco Cossiga, non abbia potuto andare al cinema a vedere American Graffiti a causa del giudizio del nostro giornale. E che stupore, infine, ricordare che un tempo un padre potesse avere tanta autorevolezza e che una figlia, allora tredicenne, obbedisse senza discutere.

Il giudizio che Cossiga riferì, dopo avere consultato come pare fosse sua abitudine, le pagine dedicate al cinema all’interno della rubrica I giudizi del CCC il Centro Cattolico del Cinema, fu: “Disdicevole, ambiguo”. Quanto bastava per impedire l’uscita alla figliola adolescente.

Il CCC, autorità ecclesiastica nel campo della critica cinematografica, che ha origine nella pubblicazione delle Segnalazioni cinematografiche volute da Pio XI nel 1935 in concomitanza con la crescente popolarità del cinema, era nel 1974  una guida per famiglie ed educatori cattolici o per i responsabili delle numerose sale di comunità  nella scelta dei film da vedere o trasmettere. Anche Famiglia Cristiana pertanto ne riportava settimanalmente le indicazioni relative ai film in sala.

Erano altri tempi e, forse, American Graffiti non era adatto a un tredicenne di allora (oggi lo proporrebbero alle elementari), ma davvero siamo stati così categorici nel giudicare un film, tra dramma e commedia, ritratto di una generazione negli anni bui della guerra del Vietnam? Un’opera che tutti riconoscono come un caposaldo della cinematografia e che l’American Film Institute ha inserito al settantasettesimo posto della classifica dei migliori film statunitensi di tutti i tempi?

Per fortuna il nostro giudizio fu, per certi aspetti, un po' più clemente. Noi, infatti, scrivemmo “Discutibile, difficile”. Severi, quindi, ma non inutilmente censori e con la consapevolezza che la visione di un film complesso è comunque possibile.

 
 
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