PHOTO


Il legame tra la Società San Paolo, editore di Famiglia Cristiana, e Leone XIV si rafforza con il primo libro dedicato al Pontefice americano a opera del direttore don Stefano Stimamiglio.
Ripartiamo da Cristo, questo il titolo del volume - consegnato al Pontefice il 4 settembre scorso durante l'udienza con il Gruppo Editoriale San Paolo (nella foto in alto, ndr) - vuole tracciare un ritratto biografico del papa agostiniano e fornire al lettore una prima interpretazione delle linee programmatiche e delle sfide che papa Leone si è prefissato, sulla base delle parole e dei gesti di questi suoi primi mesi di ministero.
Arricchito dalla prefazione del gesuita padre Antonio Spadaro, il volume è in distribuzione abbinato a questo numero di Famiglia Cristiana a soli 12,90 euro più il prezzo della rivista. È disponibile in edicola e in parrocchia, oppure telefonando al numero 02.48027575, visitando il sito www.famigliacristiana.it/ripartiamodacristo, nelle librerie San Paolo e Paoline e nelle migliori librerie.
Pubblichiamo uno stralcio che commenta la scelta emersa dal Conclave del maggio scorso.
«Quali possono essere state le urgenze della Chiesa che i cardinali hanno individuato in quel tempo di confronto e discernimento?
Sicuramente la prima è quella che spiega la sua ragion d’essere: l’annuncio della Buona Notizia agli uomini d’oggi, i quali vivono in un mondo secolarizzato che ha perso il senso della trascendenza, che sono immersi in una cultura frammentata e dispersiva e che, soprattutto nelle generazioni più giovani, sono colpiti da un’assenza di speranza e dalla paura del futuro.
Dunque, la dimensione missionaria. “Non abbiate paura!”, è riecheggiato in piazza San Pietro nel primo Regina Caeli, domenica 11 maggio 2025, richiamando alla memoria Paolo VI e Giovanni Paolo II. Anche l’esigenza di unità nella Chiesa e nel mondo, compito di ogni Pontefice, può essere un’incombenza che il Conclave ha assegnato a papa Leone. Il suo motto episcopale non a caso è “In Illo uno unum”, ossia “In Lui (Cristo) che è uno, anche noi siamo uno”.
Sono le parole di un Sermone di sant’Agostino, che il nuovo Pontefice ha fatto suo come orizzonte del suo episcopato e, ora, del suo papato: l’unità tra i fratelli nella Chiesa è possibile, al di là di ogni divisione, solo in comunione con Cristo. (...) Papa Leone è la persona giusta a cui affidare il compito di unire, di essere un “pontiere”, come dice lo stesso termine “pontefice” (dal latino pontifex, creatore di ponti), laddove dappertutto si costruiscono muri e divisori. La sua stessa biografia lo dice: nordamericano di nascita e latinoamericano di adozione; missionario in mezzo al Popolo di Dio in Perù e uomo di governo (è stato per due volte priore generale del suo ordine e prefetto dell’importante Dicastero per i Vescovi nella Curia vaticana); pastore (parroco e vescovo) e allo stesso tempo giurista, ossia specializzato in Diritto canonico – competenza che gli tornerà utile quando dovrà mettere mano concretamente alle riforme; laureato in matematica, e quindi dotato di una ferrea logica, e insieme di grande spiritualità, “figlio” di Agostino, il quale fu uomo di enorme intelligenza che trovò la pace, dopo anni di inquietudine, solo dopo aver incontrato Cristo.
Leone XIV per carattere e indole, ma anche per formazione teologica, sarà un Papa diverso da Francesco, meno di rottura rispetto, ad esempio, all’insegnamento della Chiesa in materia di famiglia; ma anche più istituzionale, nel senso positivo del termine, perché sarà chiamato a dare continuità alle riforme che il suo predecessore ha avviato e, soprattutto, a conferire a esse una certezza giuridica, passaggio indispensabile per le riforme di una realtà organizzata quale la Chiesa è.
Leone avrà come stella polare il Concilio Vaticano II, come da subito ha spiegato ai cardinali, nella Messa tenutasi all’indomani della sua elezione, ma ripartirà dall’Esortazione apostolica Evangelii gaudium, il documento programmatico di Francesco, che ha tracciato le istanze fondamentali della Chiesa del futuro: il ritorno al primato di Cristo nell’annuncio; la conversione missionaria di tutta la comunità cristiana; la crescita nella collegialità e nella sinodalità; l’attenzione al sensus fidei del popolo cristiano, soprattutto nelle forme più inclusive, come la pietà popolare; la cura degli ultimi e degli esclusi; la cura dell’ambiente; il dialogo aperto con la contemporaneità, a partire dalle prospettive dell’Intelligenza Artificiale, fattore dirompente nel prossimo futuro che ha ispirato la scelta del suo nome».




