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martedì 21 settembre 2021
 
l'intervista
 

«Chi attacca il Papa vuole demolire il Concilio Vaticano II»

30/01/2021  «La mia impressione è che il vero bersaglio di accuse e critiche non sia papa Francesco, ma quello che è stato “una profezia per il Terzo Millennio” e le cui indicazioni devono ancora essere attuate», aveva detto il cardinale Marcello Semeraro in un colloquio con il condirettore Luciano Regolo che Famiglia Cristiana pubblicò sul numero 52 (ne riproponiamo qui un ampio estratto). «Il Papa vuole che si viva il Vaticano II, chi è contro di lui, in realtà è contro quanto fu stabilito allora».

Dalle emozioni personali alla geopolitica della Chiesa. Dalla sete di santità che ancor oggi il mondo esprime alla difesa appassionata di Jorge Mario Bergoglio, un caro amico oltre che il successore di Pietro e il pastore della Chiesa universale. Marcello Semeraro, 73 anni, già vescovo di Albano, dal 15 ottobre prefetto della Congregazione delle cause dei santi e creato cardinale nel Concistoro del 28 novembre si confida con Famiglia Cristiana in un’intervista esclusiva pubblicata nel numero 52, sul finire dell'anno scorso.

«Saputo che il mio nome era nella lista dei tredici nuovi cardinali, ho pensato: “Riuscirò a rimettermi in discussione, a ricominciare tutto alla soglia dei 73 anni?”. L’ho detto a papa Francesco e lui: “Ma io ho dovuto farlo a 76!...», esordisce il neoporporato. Che racconta con dovizia di dettagli com’è maturata la conoscenza, prima e l’amicizia, poi, con l’attuale Pontefice. «Nel 2001, papa Giovanni Paolo II mi scelse come segretario speciale della X Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, svoltasi sul tema “Il Vescovo: servitore del Vangelo di Gesù Cristo per la speranza del mondo”, che si tenne in Vaticano dal 30 settembre al 6 novembre di quell’anno», ricorda Semeraro.« Erano i giorni immediatamente successivi all’attentato terroristico contro gli Usa e al crollo delle Torri gemelle, il cardinale di New York, Edward Michael Egan, che era relatore, venne, pronunciò il suo intervento e dovette subito tornare indietro. Così, bisognò sostituirlo. Papa Wojtyla mi disse: “Conosci l’arcivescovo di Buenos Aires Bergoglio? Ho pensato di nominare un cardinale dell’America del Sud anziché del Nord”. Mi pregò poi di mantenere la riservatezza. Di lì a breve incontrai Bergoglio in un bar e volle offrirmi il caffè, credo avesse già saputo della prossima designazione. Ci ritrovammo quindi a lavorare insieme alla preparazione dell’Esortazione apostolica Pastores gregis presentata nel 2003 Abbiamo avuto sempre un rapporto di grande familiarità».

 

C’è spazio anche per la riforma della Chiesa vista da un protagonista autorevole, dato che Marcello Semeraro è il segretario del Consiglio dei Cardinali, il cosiddetto C9, che ha tratteggiato il nuovo volto della Curia romana. «La prospettiva è quella indicata dalla Evangelii gaudium, la prima Esortazione apostolica di papa Francesco, nella quale il termine “gioia” ricorre spesso», pecisa il cardinale. «Alcuni importanti cambiamenti li ha già introdotti il Papa, penso, per esempio, alla Segreteria per l’economia o al Dicastero laici, famiglia e vita. Il lungo periodo di elaborazione è dipeso dalla volontà di dialogare con tutti i capi dei dicasteri interpellati per redigere il testo consegnato l’estate scorsa nelle mani del Santo Padre. Tre sono le linee guida: la centralità dello spirito dell’annuncio e dell’evangelizzazione, una grande attenzione alle realtà locali e alle Chiese particolari, dando il via a quella che il Papa ha definito “sana decentralizzazione”, infine lo snellimento della Curia».

I ripetuti e sgradevoli attacchi al Papa, infine. «La mia impressione è che il vero bersaglio di accuse e critiche non sia papa Francesco, ma il concilio Vaticano II, quello che, secondo le parole di Giovanni Paolo II, è stato “una profezia per il Terzo Millennio” e le cui indicazioni devono ancora essere attuate», riflette Marcello Semeraro. «A differenza dei Pontefici che, da Giovanni XXIII in poi, lo hanno preceduto, il Santo Padre non ha vissuto il Vaticano II da protagonista o da testimone diretto, ne è piuttosto un figlio. Il Papa vuole che si viva il Vaticano II e chi è contro di lui, in realtà è contro quanto fu stabilito allora».

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