Da quando, bambino, seppi che tra gli amici di Gesù c’era anche un traditore, non mi sono più illuso riguardo alle persone, ma ho sempre cercato di non cadere nella stessa trappola in cui era precipitato lui. Scoprire di essere stato tradito è un’esperienza umiliante e dolorosa. Il bene e il male non viaggiano mai da soli ma coinvolgono sempre chi con noi condivide la casa, il lavoro, la vocazione, la missione, la visione politica, il credo religioso.

Si soffre, allora, per il finto amico e per l’ideale che stiamo perseguendo. Il mondo è piano di eroi e di vigliacchi.

Ma è la gente semplice, normale, quella che ogni mattina si alza e va a lavorare, che sta accanto a chi soffre, che dona senza pretendere, che tiene in piedi il mondo. È a loro, ai bambini, ai ragazzini, alle famiglie, a chi è appena salito sul treno dei suoi sogni che occorre pensare oggi. Rogoredo, un poliziotto spara e uccide un delinquente che gli punta la pistola. Togliere la vita a una persona, chiunque sia, è cosa da rigettare senza se e senza ma, se non perché costretto per legittima difesa. L’opinione pubblica si divide, più per motivi politici che umanitari. Da parte nostra proviamo immensa pietà per Mansouri, la vittima, ma siamo stati solidali con il poliziotto. Non vogliamo dimenticare mai che le forze dell’ordine rischiano la vita per la nostra sicurezza. Né mai possiamo accodarci a chi nel nostro Paese semina scompiglio e terrore. Tra un malvivente e un uomo in divisa stiamo con il secondo, senza enfasi e senza trionfalismi.

Le indagini diranno poi che il poliziotto in questione ha mentito. La scena del delitto è stata da lui manomessa. La pistola in mano alla povera vittima gliel’aveva messa lui dopo averlo ucciso. Terribile. Orribile. Non di legittima difesa, quindi, si sarebbe trattato ma di una sorta di vera e propria esecuzione. Il quadro cambia. I suoi stessi colleghi lo metteranno alle strette. Vittorio Pisani, capo della Polizia, lo definisce, senza mezzi termini, un delinquente. Storia triste e deludente. Macabra e cattiva.

Carmelo Cinturrino, l'agente della Polizia di Stato arrestato per omicidio, in ambulanza la sera del uccisione di Abderrahim Mansouri, Milano, 23 Febbraio 2026, Ansa/Andrea Fasani
Carmelo Cinturrino, l'agente della Polizia di Stato arrestato per omicidio, in ambulanza la sera del uccisione di Abderrahim Mansouri, Milano, 23 Febbraio 2026, Ansa/Andrea Fasani
Carmelo Cinturrino, l'agente della Polizia di Stato arrestato per omicidio, in ambulanza la sera del uccisione di Abderrahim Mansouri (ANSA)

Arrivare alla verità è la prima cosa da fare con estrema cura. Questo poliziotto ha un nome e un cognome. Si chiama Carmelo Cinturrino. Ai suoi colleghi sparsi per l’Italia, però, non deve arrivare nemmeno una goccia del fango nel quale si è gettato. Loro, le forze dell’ordine, oggi più che mai, debbono sentire la stessa simpatia di cui godevano fino a ieri. Allargare la fogna puzzolente sarebbe falso e pericoloso. Sono sempre più convinto che chi indossa una divisa, la fascia tricolore, la toga o la stola per la Messa debba avere il coraggio di essere non solo onesto ma trasparente. Sono chiamati a servire il popolo non a servirsene. Purtroppo, soprattutto a certi livelli, non di rado, nelle persone meno mature, può arrivare quella malattia che va sotto il nome di delirio di onnipotenza. Il “lei non sa chi sono io”, anche quando non viene detto esplicitamente, è sempre dietro l’angolo. Occorre mettere gli uomini giusti ai posti giusti. Quando un uomo mediocre occupa un posto mediocre farà danni mediocri.

Quando un uomo mediocre – o, peggio, disonesto, buffone – occupa un posto importante farà danni enormi a sé stesso e agli altri. Alla Polizia di Stato: Forza! L’Italia continua a essere al vostro fianco. Continuate a servire il popolo che amiamo a testa alta, senza vergogna, senza imbarazzo ma con tanta virile umiltà. Continuate a guardare negli occhi i vostri figli.

Lo vediamo ogni giorno: i traditori s’ intrufolano dappertutto. Solo in paradiso possiamo avere la certezza di non incontrare angeli e santi con ali e aureole finti. Il male, però, dopo averlo scovato e denunziato, va circoscritto, definito, studiato, sconfitto. Guai a farne un cavallo di battaglia. Una cosa va ribadita a chiare lettere e non solo alla Polizia, ma alla politica, alla magistratura, alla stessa Chiesa. I postulanti vanno esaminati con prudente severità. Chi bussa alla porta deve essere seguito, aiutato, istruito, tenuto d’occhio. Si può ingannare una sola persona per molte volte o tante persone per una volta sola, non si potranno ingannare molte persone per molte volte.

In qualsiasi ambiente, lavorando gomito a gomito, ci conosciamo. I fanatici, prima o poi, vengono a galla, così come i ladri, gli imbroglioni, gli sfaccendati, i pedofili. Mi sarebbe piaciuto che la battaglia per il prossimo referendum avesse avuto un sapore diverso da quello che sta prendendo. Fate capire alla gente di che si tratta; ricordate che il popolo chiamato a votare è fatto di casalinghe e di operai, di contadini e di disoccupati, di pescatori, di spazzini, di fruttivendoli. Oltre che di professionisti che parlano la vostra stessa lingua. Nessuna meraviglia, poi, se avendo capito poco o niente, tanta gente, quel giorno, se ne va in montagna. Riposa in pace, Mansouri.