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mercoledì 23 settembre 2020
 
 

Il Circo continua a vivere attraverso i social

13/04/2020  Anche le carovane circensi si sono fermate e sono in forte difficoltà. La solidarietà e il sostegno della Caritas e della Fondazione Migrantes

E’ trascorso oltre un mese da quando sono attive disposizioni di contenimento a causa dell’epidemia da Civid 19. In varie città italiane diversi i circensi e lunaparkisti bloccati nelle loro carovane, con difficoltà a reperire cibo per loro e per gli animali. Per tanti di loro le amministrazioni, la Chiesa - attraverso Migrantes, Caritas e parrocchie – e associazioni di volontariato hanno dimostrato una grande solidarietà. E alcuni gruppi hanno deciso di “entrare” nelle case degli italiani portando i loro spettacoli attraverso i social media come sta facendo da alcune settimane il circo Takimiri. Ma anche il circo di Romina Orfei, bloccato in provincia di Caserta, che terrà uno spettacolo via facebook lunedì di pasquetta alle ore 17 “con la speranza che i bambini possano trascorrere un'ora in nostra compagnia”. “In questo momento così difficile è dovere di tutti restare a casa ed anche noi obbligati a non eseguire i nostri spettacoli o insegnare nella Scuola d’arte circense ai nostri allievi abbiamo pensato già dalla prima settimana in cui hanno bloccati di organizzare una trasmissione gratuita per tutte le famiglie in diretta dal nostro Circo sul nostro canale Facebook per far passare un momento di svago e divertimento a tutte le famiglie”, ha spiegato la famiglia Takimiri che tengono uno spettacolo ogni martedì alle 19.30 sulla loro pagina facebook.

La situazione del mondo dello spettacolo viaggiante è diventata difficile in questi giorni, impossibilitati a lavorare e di conseguenza, in molti casi, con la perdita di ogni tipo di reddito che ricavavano dalla loro attività; e tuttavia devono continuare a sostenere gran parte delle ordinarie spese di gestione dei “mestieri” – come li chiamano loro – se vogliono sperare di poter riprendere il lavoro in un futuro che, peraltro, al momento non è prevedibile. La pandemia che stiamo vivendo non ha solo conseguenze sanitarie ma anche economiche per tante realtà fragili che spesso vengono dimenticate e che “non potranno lavorare per diversi mesi ancora”, ha scritto in una nota la Fondazione Migrantes evidenziando che il mondo dello spettacolo viaggiante “fa fatica a chiedere visto che sono sempre andati avanti con il proprio lavoro”, dice il direttore generale della Migrantes, don Gianni De Robertis. La sospensione delle attività pubbliche a carattere culturale e ricreativo ha significato l’impossibilità per queste categorie di soddisfare i bisogni più elementari delle proprie famiglie. Queste persone sono oggi prive di ogni reddito, e tuttavia continuano a sostenere spese rilevanti. Persone che hanno anche difficoltà a chiedere il contributo “buoni spesa” ai comuni di residenza considerato che questi sono distanti dal luogo dove ora sono fermi i circhi e i lunapark. E per questo bisognerebbe intervenire per superare questo problema. La Migrantes, che da anni segue pastoralmente lo Spettacolo Viaggiante, e la Caritas Italiana si sono fatti prossimi a queste persone rispondendo a diverse richieste di sostegno e chiedendo che le istituzioni “non si dimentichino di queste persone garantendo loro la possibilità di sopravvivere e di continuare a sperare e a conservare il proprio lavoro”.

“Lo posso dire con cognizione di causa – spiega don Mirko Dalla Torre, sacerdote impegnato nella pastorale con questo mondo - perché ricevo ogni giorno decine di telefonate con richieste di sostegno per l’acquisto dei generi più indispensabili”. Tra le iniziative anche quella che ha permesso al Circo Zavatta di rientrare in Italia dalla Grecia dove era bloccato da oltre un mese grazie all’impegno congiunto dell’ambasciata italiana ad Atene, dell’Ente Nazionale Circhi e della Fondazione Migrantes, che ha messo in campo ogni sua risorsa per trovare uno sbocco ad una situazione apparentemente priva di vie d’uscita. Dalla Tunisia è arrivato anche il Circo Città di Roma mentre qualche altro complesso è ancora fermo all’estero.

Per spezzare la monotonia imposta ai figli dei lavoratori dello spettacolo viaggiante intervengono gli appuntamenti scolastici: “come per gli altri studenti italiani, anche per i ragazzi dei circhi e dei Luna-park proseguono le lezioni grazie alla didattica online promossa da alcuni operatori Migrantes perché nessuno rimanga indietro con i programmi.  Dà una nota di “malinconia” vedere i cancelli chiusi del parcolido” ad Ostia, dicono le Piccole Sorelle che vivono con loro: “dal momento che non possiamo uscire ci teniamo in stretto contatto telefonico con tantissimi amici”, spiegano sr. Anna Amelia e Geneviève Joseph: “ci danno notizie, ci inviano con whatsApp messaggi, video, notizie, foto; ci confidano le loro paure e le loro speranze”.

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