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Nitto Santapaola in una immagine di archivio. ANSA/MIKE PALAZZOTTO
La mafia non uccide i bambini. Tra i tanti orrendi cliché su Cosa Nostra questo è il più orrendo e falso. E la storia di Benedetto Santapaola detto Nitto, morto il 2 marzo 2026 all'età di 87 anni nel carcere di Opera dov'era detenuto in regime di 41-bis è lì a dimostrarlo.
Al superboss di Catania, condannato come mandante dell’omicidio del giornalista Pippo Fava e per il suo ruolo nelle stragi di Capaci e via D’Amelio, e legata una vicenda molto meno nota, la “strage dei picciriddi”. Nell’estate del 1976 quattro ragazzini del quartiere San Cristoforo di Catania, Giovanni La Greca, Riccardo Cristaldi, Lorenzo Pace e Benedetto Zuccaro, tutti tra i 13 e i 15 anni, scomparvero nel nulla. I loro corpi non vennero mai ritrovati. La verità venne a galla solo molti anni dopo, dalle parole del pentito Nino Calderone che era presente quando i fatti avvennero : i “picciriddi” avevano commesso un imperdonabile errore: scippare la madre di Santapaola. Per questo i suoi uomini li rapirono, li portarono e li in un casolare in provincia di Caltanissetta. Lì li lasciarono senza cibo né acqua per due giorni, li strangolarono e li gettarono in un pozzo tra Riesi e Mazzarino. Un eccidio rimasto senza giustizia.
Il Licantropo, come era soprannominato Santapaola, arrestato il 18 maggio 1993 nell’ambito dell’operazione “Luna Piena”, fu l’alfiere dell’alleanza con i corleonesi di Totò Riina alla base di tutti i fatti di sangue più eclatanti dagli anni ’80 in poi, come racconta l’elenco delle sue condanne:
1987 – Maxiprocesso di Palermo
Ergastolo (in contumacia) per associazione mafiosa e per la strage della circonvallazione di Palermo (16 giugno 1982), nell’ambito della guerra contro Alfio Ferlito.
1996 – Processo “Orsa Maggiore” (Catania)
Ergastolo come mandante dell’omicidio dell’ispettore capo Giovanni Lizzio (27 luglio 1992).
2008 (Cassazione). Ergastolo per la strage di Capaci (23 maggio 1992), in cui furono uccisi il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta e per la strage di via d’Amelio (19 luglio 1992), in cui morì il magistrato Paolo Borsellino con cinque agenti della scorta.
1998 (Appello) – 14 novembre 2003 (Cassazione)
Ergastolo definitivo come mandante dell’omicidio del giornalista Pippo Fava (5 gennaio 1984), insieme ad Aldo Ercolano.




