In Sardegna la scuola insegna anche a salvare vite. Nell’anno scolastico 2024/25 oltre 10.000 studenti del quarto e quinto anno delle superiori e 1.100 docenti di più di 50 istituti hanno partecipato ai corsi di primo soccorso organizzati grazie al progetto “A scuola di primo soccorso”. Un percorso formativo imponente, reso possibile da 439 corsi tenuti da istruttori certificati IRC (Italian Resuscitation Council), che ha permesso a ragazzi e insegnanti di apprendere tecniche fondamentali come il massaggio cardiaco, l’uso del defibrillatore, la disostruzione delle vie aeree e la gestione delle emorragie. Tutti hanno ricevuto l’attestato BLSD (Basic Life Support and Defibrillation), che certifica la capacità di intervenire in caso di arresto cardiaco.

Il progetto nasce da un protocollo di intesa pluriennale tra INAIL Sardegna, Ufficio Scolastico Regionale, AREUS (Azienda Regionale Emergenza e Urgenza della Sardegna) e IRC.

Un investimento sul futuro

L’iniziativa, sottolinea Alfredo Nicifero, direttore regionale Inail Sardegna, «ambisce a creare un circolo virtuoso che dalla cultura della prevenzione sviluppi una cultura della solidarietà», preparando i giovani ad affrontare con consapevolezza non solo il lavoro, ma anche la vita civile. Per Francesco Feliziani, direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sardegna, l’adesione massiccia degli istituti «dimostra una radicata consapevolezza che le competenze di primo soccorso, spendibili in ogni situazione di vita, siano parte integrante della formazione degli studenti e dei docenti».

Il valore dei defibrillatori

AREUS ha colto l’occasione per sensibilizzare sull’uso del DAE. «In caso di emergenza – spiega il commissario straordinario Angelo Maria Serusi – l’intervento tempestivo con il defibrillatore può salvare la vita». L’azienda ha avviato anche la campagna “Ambasciatori della Cardioprotezione”, con premi agli istituti che contribuiranno alla registrazione di più DAE sul territorio. Secondo Andrea Scapigliati, presidente di IRC, «la sopravvivenza all’arresto cardiaco cresce fino a triplicare dove la formazione è diffusa». Il progetto sardo, aggiunge, interpreta al meglio la legge italiana 116/2021 che ha introdotto l’insegnamento obbligatorio del primo soccorso nelle scuole, e può diventare un modello per l’Italia.

La storia di Sofia

Sofia, che ha seguito il corso nella prima fase d’avvio del progetto nel 2022, è tra gli studenti che in Sardegna hanno potuto imparare a scuola le manovre di primo soccorso (tra cui il massaggio cardiaco, l’utilizzo del defibrillatore automatico esterno, DAE, la manovra di Heimlich per la disostruzione delle vie aree), grazie a questo progetto. Sofia ha seguito il corso al Liceo delle Scienze Umane “Niccolò Tommaseo” di Cagliari e le lezioni teoriche e pratiche seguite a scuola si sono rivelate importantissime: un pomeriggio di novembre del in cui Sofia si trovava a casa a studiare, sua mamma, appena rientrata dal lavoro, ha rischiato di soffocare a causa di un boccone andato di traverso. Richiamata dal grido d’allarme di sua sorella, Sofia è intervenuta subito con le tecniche di disostruzione e la manovra di Heimlich, imparate a scuola, che hanno avuto successo. La mamma si è subito ripresa e, una volta passata la grande paura del momento, ha scherzato con Sofia e la sorella sul piccolo pezzetto di cioccolatino che le aveva tanto fatte spaventare. Un intervento preziosissimo quello di Sofia anche alla luce del fatto che spesso in quel periodo non si trovava a casa nell’orario in cui ha salvato la mamma. Oggi Sofia è una studentessa universitaria di scienze dell’educazione all’Università degli Studi di Cagliari.

Prossime tappe

Dal 2025/26 è prevista una nuova fase: alcuni docenti verranno formati come istruttori certificati, così che le scuole possano diventare autonome nella trasmissione delle competenze salvavita. Intanto, l’iniziativa ha già ricevuto un riconoscimento nazionale: il terzo posto al Premio Basile per la Formazione nella Pubblica Amministrazione, che valorizza le esperienze più innovative ed efficaci per i cittadini. L’obiettivo è far sì che  la formazione al primo soccorso venga integrata stabilmente nei programmi scolastici, come previsto dalla legge 116 del 2021. 

Inoltre Italian Resuscitation Council (IRC), società scientifica senza scopo di lucro che riunisce nel nostro Paese gli esperti di rianimazione cardiopolmonare, promuove dal 13 al 19 ottobre  “VIVA! La settimana della rianimazione cardiopolmonare”, con eventi gratuiti, attività ludiche e dimostrazioni pratiche in tutta Italia per sensibilizzare la popolazione sul tema, con un’attenzione particolare rivolta agli studenti delle scuole medie e superiori.