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domenica 20 settembre 2020
 
Stati generali
 

La protesta dei braccianti incatenati davanti a Villa Pamphili: «Aprite i palazzi e non siate sordi al dolore degli invisibili»

17/06/2020  Lo sciopero della fame dell'attivista sindacale per i diritti dei braccianti Aboubakar Soumahoro e una delegazione di braccianti agricoltori davanti agli Stati Generali dell'economia. «Basta con la cecità disumana».

«Presidente Giuseppe Conte, aprite i palazzi e non siate sordi al dolore degli esclusi e degli invisibili. Aprite i palazzi. Qui abbiamo iniziato lo sciopero della fame e della sete» sono state le parole dell'attivista sindacale per i diritti dei braccianti Aboubakar Soumahoro che guida da ieri, lunedì 16 giugno, una delegazione di braccianti agricoltori incatenati in sciopero della fame davanti alla sede dove si stanno svolgendo gli Stati Generali dell'economia. «Aprite i palazzi e date delle risposte su 3 provvedimenti che chiediamo: un piano di emergenza nazionale per il lavoro per assorbire i milioni di disoccupati e le tante persone che oggi sono senza un posto di lavoro e per tutelare le tante persone che oggi rischiano di perdere il posto di lavoro; una riforma della filiera agricola per liberare i contadini, i braccianti, gli agricoltori dalle catene dei giganti del cibo e di consentire ai cittadini di mangiare un cibo eticamente sano; regolarizzare tutti gli invisibili con un permesso di soggiorno per emergenza sanitaria convertibile al lavoro; cancellate il decreto sicurezza, cedete la cittadinanza ai bambini nati in italia e soprattutto non siate sordi ai dolori di giovani, di disoccupati, di precari, di esclusi indipendentemente dal colore della pelle». 


Il gruppo di attivisti chiede al governo di: 1) Riformare la filiera agricola con l'adozione di una patente del cibo per garantire ai consumatori un cibo eticamente sano e per liberare contadini/agricoltori e i braccianti dal giogo dello strapotere dei giganti del cibo che favoriscono il capolarato (digitale e dei colletti bianchi);
2) Cambiare le politiche migratorie con: regolarizzazione di tutti gli invisibili con un permesso di soggiorno per emergenza sanitaria convertibile per attività lavorativa ; cancellazione degli accordi libici e dei decreti sicurezza con riforma dell'accoglienza; cittadinanza a chi è nato e cresciuto qui; 3) Varare un Piano Nazionale Emergenza Lavoro per assorbire tutte le persone che hanno perso e che rischiano di perdere il lavoro per questa emergenza sanitaria.



«Se non ci saranno risposte su questo» ha concluso Soumahoro, «noi qui rimaniamo perché fino ad adesso si è parlato di tutto ma non si è parlato del dolore e della sofferenza delle persone. Basta con la cecità disumana. Basta con il cinismo. Basta con la politica del gradualismo. Basta con la politica del cambio di casacca che non porta ad un cambiamento della condizione dei cittadini e delle cittadine».

L'appello di Soumahoro nel video sottostante pubblicato sulla sua pagina Facebook:

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