Il legame profondo tra la Parola di Dio e la Chiesa. Papa Leone, nel continuare la spiegazione della costituzione dogmatica Dei Verbum, incentra la catechesi sul capitolo sesto del documento che ricorda come «la Chiesa è il luogo proprio della Sacra Scrittura. Sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, la Bibbia è nata dal popolo di Dio e al popolo di Dio è destinata. Nella comunità cristiana essa ha, per così dire, il suo habitat: nella vita e nella fede della Chiesa trova infatti lo spazio in cui rivelare il proprio significato e manifestare la propria forza».

La Chiesa, ricorda il Concilio, «ha sempre venerato le divine scritture come ha fatto per il Corpo stesso del Signore, non mancando mai, soprattutto nella sacra liturgia, di nutrirsi del pane di vita dalla mensa sia della Parola di Dio che del corpo di Cristo e di porgerlo ai fedeli». Inoltre, dice sempre la Dei Verbum, «insieme con la Sacra Tradizione, la Chiesa le ha sempre considerate e le considera come la regola suprema della propria fede».

Leone ricorda anche il sinodo sulla Parola di Dio, voluto da papa Benedetto e sottolinea quanto scritto da Ratzinger nell’Esortazione postsinodale Verbum Domini (30 settembre 2010), dove afferma: «Proprio il legame intrinseco tra Parola e fede mette in evidenza che l’autentica ermeneutica della Bibbia non può che essere nella fede ecclesiale, che ha nel “sì” di Maria il suo paradigma. [...] Il luogo originario dell’interpretazione scritturistica è la vita della Chiesa».

Papa Leone durante l'udienza dell'11 febbraio (REUTERS)

Nella Chiesa, dunque la Scrittura «trova dunque l’ambito in cui svolgere il suo compito peculiare e raggiungere il suo fine: far conoscere Cristo e aprire al dialogo con Dio. Perché, come diceva San Girolamo, non si può conoscere Cristo senza la Scrittura. «”L’ignoranza della Scrittura – infatti – è ignoranza di Cristo”. Questa celebre espressione di San Girolamo ci ricorda lo scopo ultimo della lettura e della meditazione della Scrittura: conoscere Cristo e, attraverso di Lui, entrare in rapporto con Dio, rapporto che può essere inteso come una conversazione, un dialogo». Nella Scrittura Dio parla agli uomini come ad amici Per questo Leone invita tutti a leggere la Bibbia, perché, quando la meditiamo «Dio ci viene incontro ed entra in conversazione con noi. La Sacra Scrittura, affidata alla Chiesa e da essa custodita e spiegata, svolge un ruolo attivo: infatti, con la sua efficacia e potenza dà sostegno e vigore alla comunità cristiana».

Tutti sono invitati ad «abbeverarsi a questa fonte, anzitutto nella celebrazione dell’Eucaristia e degli altri Sacramenti», continua il Pontefice. E aggiunge che «l’amore per le Sacre Scritture e la familiarità con esse devono guidare chi svolge il ministero della Parola: vescovi, presbiteri, diaconi, catechisti. Prezioso è il lavoro degli esegeti e di quanti praticano le scienze bibliche; e centrale è il posto della Scrittura per la teologia, che trova nella Parola di Dio il suo fondamento e la sua anima».

Perché la Chiesa desidera che la Parola di Dio possa raggiungere tutti e nutrire il cammino di fede. «La Parola di Dio», aggiunge, «spinge la Chiesa anche al di là di sé stessa, la apre continuamente alla missione verso tutti. Infatti, viviamo circondati da tante parole, ma quante di queste sono vuote! A volte ascoltiamo anche parole sagge, che però non toccano il nostro destino ultimo». Invece, la Parola di Dio «viene incontro alla nostra sete di significato, di verità sulla nostra vita. Essa è l’unica Parola sempre nuova: rivelandoci il mistero di Dio è inesauribile, non cessa mai di offrire le sue ricchezze».

Infine anticipa la sua vittima alla grotta di Lourdes, nei giardini vaticani, per affidare alla Madonna le sofferenze dei malati nella Giornata a loro dedicata.

Il legame profondo tra la Parola di Dio e la Chiesa. Papa Leone, nel continuare la spiegazione della costituzione dogmatica Dei Verbum, incentra la catechesi sul capitolo sesto del documento che ricorda come «la Chiesa è il luogo proprio della Sacra Scrittura. Sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, la Bibbia è nata dal popolo di Dio e al popolo di Dio è destinata. Nella comunità cristiana essa ha, per così dire, il suo habitat: nella vita e nella fede della Chiesa trova infatti lo spazio in cui rivelare il proprio significato e manifestare la propria forza».

La Chiesa, ricorda il Concilio, «ha sempre venerato le divine scritture come ha fatto per il Corpo stesso del Signore, non mancando mai, soprattutto nella sacra liturgia, di nutrirsi del pane di vita dalla mensa sia della Parola di Dio che del corpo di Cristo e di porgerlo ai fedeli». Inoltre, dice sempre la Dei Verbum, «insieme con la Sacra Tradizione, la Chiesa le ha sempre considerate e le considera come la regola suprema della propria fede».

Leone ricorda anche il sinodo sulla Parola di Dio, voluto da papa Benedetto e sottolinea quanto scritto da Ratzinger nell’Esortazione postsinodale Verbum Domini (30 settembre 2010), dove afferma: «Proprio il legame intrinseco tra Parola e fede mette in evidenza che l’autentica ermeneutica della Bibbia non può che essere nella fede ecclesiale, che ha nel “sì” di Maria il suo paradigma. [...] Il luogo originario dell’interpretazione scritturistica è la vita della Chiesa».

Nella Chiesa, dunque la Scrittura «trova dunque l’ambito in cui svolgere il suo compito peculiare e raggiungere il suo fine: far conoscere Cristo e aprire al dialogo con Dio. Perché, come diceva San Girolamo, non si può conoscere Cristo senza la Scrittura. «”L’ignoranza della Scrittura – infatti – è ignoranza di Cristo”. Questa celebre espressione di San Girolamo ci ricorda lo scopo ultimo della lettura e della meditazione della Scrittura: conoscere Cristo e, attraverso di Lui, entrare in rapporto con Dio, rapporto che può essere inteso come una conversazione, un dialogo». Nella Scrittura Dio parla agli uomini come ad amici Per questo Leone invita tutti a leggere la Bibbia, perché, quando la meditiamo «Dio ci viene incontro ed entra in conversazione con noi. La Sacra Scrittura, affidata alla Chiesa e da essa custodita e spiegata, svolge un ruolo attivo: infatti, con la sua efficacia e potenza dà sostegno e vigore alla comunità cristiana».

Tutti sono invitati ad «abbeverarsi a questa fonte, anzitutto nella celebrazione dell’Eucaristia e degli altri Sacramenti», continua il Pontefice. E aggiunge che «l’amore per le Sacre Scritture e la familiarità con esse devono guidare chi svolge il ministero della Parola: vescovi, presbiteri, diaconi, catechisti. Prezioso è il lavoro degli esegeti e di quanti praticano le scienze bibliche; e centrale è il posto della Scrittura per la teologia, che trova nella Parola di Dio il suo fondamento e la sua anima».

Perché la Chiesa desidera che la Parola di Dio possa raggiungere tutti e nutrire il cammino di fede. «La Parola di Dio», aggiunge, «spinge la Chiesa anche al di là di sé stessa, la apre continuamente alla missione verso tutti. Infatti, viviamo circondati da tante parole, ma quante di queste sono vuote! A volte ascoltiamo anche parole sagge, che però non toccano il nostro destino ultimo». Invece, la Parola di Dio «viene incontro alla nostra sete di significato, di verità sulla nostra vita. Essa è l’unica Parola sempre nuova: rivelandoci il mistero di Dio è inesauribile, non cessa mai di offrire le sue ricchezze».

Infine anticipa la sua visita alla grotta di Lourdes, nei Giardini vaticani, per affidare alla Madonna le sofferenze dei malati nella Giornata a loro dedicata.