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sabato 25 maggio 2024
 
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Maria Carola Cecchin, beatificata la grande apostola della Carità

06/11/2022  Apostola cottolenghina, si dedicò agli ultimi in Italia e in Kenyua fino allo stremo. Morì in nave nel viaggio di ritorno verso il nostro Paese. La cerimonia celebrata a Meru, nello Stato Africano che fu la sua seconda patria

È beata suor Maria Carola Cecchin (1877 – 1925), missionaria cottolenghina che ha cercato Cristo negli ultimi, prima in Italia, poi in Kenya, dove la sua presenza ha fatto germogliare tanti semi di bene e dove tutt’ora, a distanza di cent’anni, è guardata e amata come dono grande. La cerimonia di beatificazione della religiosa si è svolta a Meru (Kenya): una festa capace di unire, simbolicamente, il Paese africano con l’Italia. Le comunità di luoghi diversi e distanti, infatti, oggi condividono la gioia: si prega a Meru, ultima destinazione missionaria di suor Maria Carola, ma anche a Torino, sede della Piccola Casa della Divina Provvidenza (più nota con il nome del fondatore, il Cottolengo), la congregazione cui la missionaria apparteneva, e a Cittadella (Padova), terra natale della religiosa. Difficile, anche a distanza, non lasciarsi contagiare dalla spontaneità e dall’entusiasmo che la celebrazione (trasmessa in diretta streaming) ha saputo trasmettere: uno stadio assiepato di fedeli, i canti, le danze, la gratitudine negli occhi e nei gesti di famiglie e giovani, la profondità di un momento che non è solo memoria del passato, ma testimonianza di un bene vivo, presente e tangibile anche oggi. La Messa è stata presieduta dal cardinale Antoine Kambanda, arcivescovo di Kigali (Ruanda). Hanno concelebrato il vescovo di Meru, monsignor Salesius Mugambi, il nunzio apostolico in Kenya, monsignor Hubertus van Megen, insieme con molti altri religiosi, giunti dall’Africa e dal mondo. Nutrita anche la delegazione italiana: c’erano, tra gli altri, padre Carmine Arice, superiore generale del Cottolengo, madre Elda Pezzuto e fratel Giuseppe Visconti, superiori rispettivamente delle sorelle e dei fratelli cottolenghini, suor Antonietta Bosetti, postulatrice della causa di beatificazione. Tra le autorità, il presidente della Repubblica del Kenya, William Ruto, e l’ambasciatore italiano in Kenya.

«La beatificazione di suor Maria Carola è per tutti noi un grande segno di amore» ha ricordato, durante l’omelia, il cardinale Kambanda. «La sua esperienza di vita esprime la santità di tanti missionari che hanno lasciato i propri Paesi d’origine, sopportando rischi e sacrifici, pur di testimoniare la salvezza di Cristo. Suor Maria Carola ha amato così tanto il Signore da desiderare di diventare le sue mani, per raggiungere i poveri. Si è fidata così tanto di lui da accettare tutte le fatiche e le prove che la vita gli ha riservato. E ha fatto suo quell’amore evangelico che spinge a non cercare il proprio tornaconto, ma a donarsi completamente, dimenticando se stessi per abbracciare il bene degli altri. Suor Maria Carola ha vissuto proprio così: tutta di Dio, interamente dedita ai poveri».

Ma chi è questa piccola donna, umilissima e di poche parole, cui oggi tanti sguardi si rivolgono, in parti diverse del mondo? Fiorina Cecchin (questo il suo nome, alla nascita), figlia di una famigliaveneta, entra a 19 anni al Cottolengo di Torino e nel 1897 inizia il noviziato con il nome di suor Maria Carola. Dopo un periodo di servizio, nelle cucine della struttura, nel 1905 parte per l’Africa. E anche lì la sua vita si contraddistingue per l’assoluta umiltà. In apparenza, nulla di eclatante, ma un’esistenza nascosta, interamente spesa nella preghiera e nel rendere più sopportabili le condizioni in cui si trova la popolazione. Una vita durissima, di fatiche e difficoltà inimmaginabili. A Iciagaki, ad esempio, ha una baracca per casa e deve arrangiarsi a cucinare con una sola padella, sempre più logora. Lei si mette al lavoro: rende la casa abitabile, coltiva l’orto, abbellisce il cortile, raduna attorno a sé una piccola comunità. E quando finalmente quel luogo inizia a diventare vivibile, ecco che l’obbedienza le chiede di spostarsi altrove, verso luoghi ancora più sperduti e difficili. In ogni situazione, la frase che ripete incessantemente, nel dialetto di casa sua, è “Na bônamort a pagràtut”, cioè “una buona morte pagherà tutto”: uno sguardo al paradiso. La sua ultima missione è Tigania  (Meru), dove, tra mille difficoltà e incertezze, si prende cura dei più poveri, fedele al carisma cottolenghino “Caritas Christi urget nos” (“la carità di Cristo ci sprona”). Si spegne nel 1925, a bordo della nave che la sta riportando in Italia. Celebrati i funerali a bordo, la sua salma viene sepolta tra le onde del mar Rosso. «Dobbiamo fare tesoro del messaggio di modernità che suor Maria Carola ci lascia» osserva padre Carmine Arice, superiore generale del Cottolengo: «il dialogo interculturale, interreligioso e inter-congregazionale, perché lei, cottolenghina, partì per l’Africa insieme ai Missionari della Consolata, con lo sguardo di una Chiesa ‘in uscita’ grazie al modo con cui ha vissuto la missione: andando nei villaggi, nelle case, nelle capanne per portare la buona notizia del Vangelo». «L’esempio e l’intercessione della Beata ravvivino in noi la fede e il desiderio di santità che San Giuseppe Benedetto Cottolengo ci ha insegnato a coltivare fortemente» aggiunge madre Elda Pezzuto, superiore delle sorelle del Cottolengo.

Ma il bene che suor Maria Carola ha fatto al Kenya e al mondo non si esaurisce nella sua vita terrena. «Il miracolo», sottolinea la Postulatrice della Causa di Beatificazione suor Antonietta Bosetti, «riguarda l’immediato, completo e duraturo ritorno alla vita, dopo 30 minuti, del neonato Msafiri Hilary Kiama considerato ‘still birth’, cioè nato senza segni vitali con assenza di attività cardiaca. Il bambino è venuto alla luce il 14 aprile 2013 su una Land Rover nel tragitto da Gatunga a Matiri (Meru – Kenya) e dopo la preghiera accorata di suor Katherine, cottolenghina, rivolta a suor Maria Carola, il piccolo improvvisamente a cominciato a respirare e ora, a distanza di nove anni, continua a crescere serenamente». Anche alla luce di questo episodio, inspiegabile per la scienza, il 13 dicembre 2021 il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il Decreto riguardante il miracolo e lo scorso 11 marzo ha concesso di celebrare il rito della beatificazione.

 

 
 
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