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«Speriamo sia la volta buona», ha commentato all'Agenzia Sir padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia, l’unica parrocchia cattolica della Striscia, nel quartiere orientale di al-Zaitoun di Gaza City. Racconta che l’annuncio di un sì condizionato come risposta di Hamas al Piano del presidente Usa, Donald Trump, per fermare la guerra a Gaza è stato accolto dai 450 rifugiati che sono ospitati nella parrocchia «con speranza ma anche con prudenza».
La stanchezza e la paura di illudersi è tanta: «Tante volte in questi mesi ci sono stati annunci che poi non hanno portato a nulla. Per questo restiamo speranzosi ma al tempo stesso pragmatici». E quel che accade intorno continua a indurre alla preoccupazione «Continuiamo a sentire e vedere bombardamenti anche vicino a noi, a poche centinaia di metri».
A proposito delle notizie di tregua, Padre Romanelli, cita una agenzia locale che riporta la notizia che l’esercito israeliano avrebbe diramato un avviso secondo cui tutta l’area a nord di Wadi Gaza (valle di Gaza) – Gaza City inclusa – continua a rimanere nell’area rappresenta un rischio significativo. La stessa agenzia, secondo quanto ha riferito il parroco, conferma che l’esercito israeliano (Idf) continua a circondare Gaza City e agli abitanti non è permesso tornare a nord né di avvicinarsi alle aree operative dell’Idf in nessuna parte della Striscia, nemmeno a sud. Anche se «Le esplosioni al momento sembrano diminuite rispetto a ieri e ai giorni passati» spiega al Sir padre Romanelli, «Vedremo se smetteranno. Non possiamo fare altro che pregare e continuare a sperare che tutto finisca presto. Realisticamente significa la fine dei bombardamenti, che tutti gli ostaggi vengano liberati, i prigionieri rilasciati, che gli aiuti umanitari riprendano con continuità e che vengano garantite cure e assistenza ai feriti, in primis alle migliaia di bambini che soffrono. Sappiamo che è molto complicato e siamo consapevoli che il cessate il fuoco non è sinonimo di pace. Oggi la Chiesa universale celebra San Francesco di Assisi, un santo che ha fatto tantissimo per la Terra Santa e per Medio Oriente. Preghiamo e chiediamo la sua intercessione e quella di Maria, Madre nostra, affinché il Signore della pace illumini le menti e i cuori di coloro che dovranno applicare questo piano. Abbiamo tanto bisogno di pace».




