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venerdì 21 giugno 2024
 
L'EPOPEA DEL TENNIS
 

Perché il ritiro di Djokovic e la vittoria di Alcaraz non spostano il valore del n.1 di Sinner

07/06/2024  Una bellissima giornata di sport. Sinner-Alcaraz sono la rivalità del futuro si contenderanno il mondo e a determinare la classifica non è mai un singolo episodio. Ecco come funziona

La semifinale del Roland Garros 2024 passerà sicuramente alla storia del tennis. Lo sport si ama per giornate così, per partite così: 4.09 ore di epica pura. Con due ragazzi di 22 e 21 anni, che mentre si giocano una delle partite della vita, riescono a chiedersi l’un l’altro come fare per dare una mano a un tifoso che non sta bene sugli spalti: «Credi che dovremmo dare dell’acqua?».

Due ragazzi che danno vita a una sfida all’ultimo colpo equilibratissima. Vinta da Alcaraz per 2-6 6-3 3-6 6-4 6-3. Con uno scarto effettivo di due punti (Sinner che ha perso ne ha fatti 147 e Alcaraz 145). Uno vince l’altro perde, è il tennis che non ha il pari, è la vita. Jannik Sinner è arrivato a Parigi sapendo, dopo lo stop per infortunio, di avere recuperato il malanno ma non tutta la condizione atletica e a un certo punto di questa tiratissima semifinale i chili di muscoli lasciati giù nel forzato riposo hanno chiesto il conto. Dopo un inizio al fulmicotone, lo smalto atletico s’è un po’ spento, è rimasta la mente, determinata a rimanere lì, a non arrendersi che alla fine, a cercare di giocare un punto dopo l’altro con quello che c’era.

Nessuno dei due si è arreso alla fatica o ai momenti difficili, entrambi ne hanno avuti.

Ed è bello, proprio bello, a un certo punto nel terzo set, sotto nel punteggio, vedere Sinner correggere a favore di Alcaraz la chiamata sbagliata che il giudice di sedia non aveva corretto. Gli sentiamo ripetere spesso che gli importa essere una brava persona. Ecco sul campo in quel momento è stato esattamente quello: non solo un campione ma una persona perbene, un esempio per i bambini. Torna da Parigi con 800 punti in classifica, con la posizione da numero 1.

Qualcuno in questi giorni ha detto che non è accaduto «per un’impresa sportiva, ma per il ritiro di Novak Djokovic». Ma non è esatto: il numero 1 del tennis non si acquisisce vincendo una cosa, né una partita né un torneo, e neanche per la sconfitta o il forfait di qualcuno, ma con la continuità del migliore di tutti. È matematica: si tratta di accumulare punti, mattoncino dopo mattoncino, fino ad arrivare alla cima della torre, mentre la torre calando ti tira giù perché il regolamento toglie da sotto i mattoncini dell’anno prima, torneo dopo torneo. Il momento e il motivo contingenti dell'arrivo alla cima sono solo un dettaglio: conta quello che si è costruito a poco a poco nel tempo. Dal giugno scorso Novak Djokovic ha messo insieme 8.365 punti, Jannik Sinner 9.525, di cui 5.300 da gennaio a oggi (contro i 1.860 di Djokovic).

Non c’è dubbio che Sinner sia in questo momento il tennista più continuo e dunque il numero 1 al mondo, ma questo non significa pretendere che vinca tutti i tornei. Di partite epiche Sinner vs Alcaraz, se la salute li assiste, ce ne riserveranno tante, e sarà probabilmente una fortuna per entrambi. E per tutti gli appassionati. In cima alla torre si alterneranno spesso e sarà parte del nostro divertimento.

 
 
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