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Centinaia di tonnellate di scorte alimentari, kit di pronto soccorso e attrezzature mediche di urgenza. Il Patriarca di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa, con quello ortodosso Teofilo III, è entrato a Gaza nella mattinata del 18 per portare sostegno non solo alla comunità cristiana, ma al maggior numero di famiglie.
I due patriarchi, che sono stati raggiunti, all’ingresso, dalla telefonata di papa Leone che li ha incoraggiati, si sono diretti subito verso la parrocchia latina della Sacra Famiglia danneggiata dagli attacchi israeliani del 17 luglio, per incontrare padre Gabriel Romanelli, anche lui rimasto ferito nella circostanza. Hanno portato le condoglianze alle famiglie delle tre vittime, incontrato i feriti e confortato la popolazione.
Pizzaballa ha fatto sapere che valuterà personalmente «le esigenze umanitarie e pastorali della comunità, per contribuire e guidare la presenza e la risposta continua della Chiesa». Il patriarcato latino, inoltre, ha garantito l'evacuazione delle persone ferite nell'attacco verso strutture mediche fuori Gaza, dove riceveranno le cure necessarie.
«Preghiamo per la sicurezza della delegazione e per la sospensione delle attività militari durante la visita», ha fatto sapere la Chiesa locale mentre il Papa, ha reso noto il cardinale Pizzaballa, «ha espresso la sua vicinanza, il suo affetto, la sua preghiera il suo supporto e anche la sua intenzione di fare tutto il possibile perché si arrivi non solo al cessate il fuoco ma alla fine di questa tragedia. Papa Leone ha ripetuto più volte che è ora di finire con questa strage e che quello che è accaduto è ingiustificabile e bisogna fare in modo che non ci siano più vittime».
Il cardinale, «a nome del Patriarcato latino, ma anche di tutte le Chiese di Terra Santa», ha ringraziato il Pontefice per «questa vicinanza, per la preghiera di cui eravamo già assicurati anche in precedenza e gli assicuriamo anche da parte di tutta la comunità di Gaza, fratelli e sorelle, sacerdoti, religiosi e religiose, la preghiera e un ringraziamento».
Intanto Benjamin Netanyahu ha telefonato a papa Leone. Il Papa, ha fatto sapere il Vaticano, gli ha rinnovato l'appello affinché venga ridato slancio all’azione negoziale e si raggiunga un cessate il fuoco e la fine della guerra. Il Pontefice, recita il comunicato stampa della Santa Sede, «ha espresso nuovamente la sua preoccupazione per la drammatica situazione umanitaria della popolazione a Gaza, il cui prezzo straziante è pagato in modo particolare da bambini, anziani e persone malate. Infine, il Santo Padre ha ribadito l’urgenza di proteggere i luoghi di culto e soprattutto i fedeli e tutte le persone in Palestina e Israele».




