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venerdì 19 aprile 2024
 
oltre tevere
 

Rispetto, stima e "affinità": quei rapporti non formali con Ratzinger e Bergoglio

22/09/2023  Con il Papa tedesco e con quello argentino l'ex Presidente della Repubblica coltivò una vera e propria amicizia. Alimentata anche da un condiviso stile di vita sobrio e da uno sguardo generoso sugli altri e sul mondo

Mercoledì 20 settembre, al termine dell'udienza generale, aveva chiesto preghiere per lui definendolo "servitore della Patria". Adesso, in un telegramma fatto trasmettere alla moglie da Marsiglia, dove si trova per il terzo Incontro delle città del Mediterraneo, ne ha ricordato la "lungimiranza" nelle scelte importanti per la vita dell'Italia. Con Giorgio Napolitano, papa Francesco ha avuto rapporti tutt'altro che formali. Lo provano contenuti e toni del messaggio di cordoglio speidto la sera di venerdì 22 settembre. Jorge Mario Bergoglio ha manfiestato  «sentimenti di commozione e al tempo stesso di riconoscenza per questo uomo di Stato, che nello svolgimento delle sue alte cariche istituzionali, ha manifestato grandi doti di intelletto e sincera passione per la vita politica italiana, nonché vivo interesse per le sorti delle nazioni». Il Papa ha scritto di conservare «grata memoria degli incontri personali avuti con lui, durante i quali - afferma - ne ho apprezzato l'umanità e la lungimiranza nell'assumere con rettitudine scelte importanti, specialmente in momenti delicati per la vita del Paese, con il costante intento di promuovere l'unità e la concordia in spirito di solidarietà, animato dalla ricerca del bene comune». 

 

Durante il suo lungo mandato al Quirinale Giorgio Napolitano ebbe modo di evidenziare "grande affinità" anche con Benedetto XVI.  Nel luglio 2012, ha voluto mettere nero su bianco in un articolo per l’Osservatore Romano dal titolo ‘Il mio amico Benedetto XVI’. quanto si sentisse vicino a Joseph Ratzinger. «Non esito a confessare –scriveva il Capo dello Stato- che una delle componenti più belle che hanno caratterizzato la mia esperienza è stato proprio il rapporto con Benedetto XVI. Abbiamo scoperto insieme una grande affinità, abbiamo vissuto un sentimento di grande e reciproco rispetto».

«Napolitano», ha osservato in un commento l'agenzia di stampa Adnkronos, «aveva intrecciato con Benedetto un rapporto del tutto personale, ricco di amicizia e umanità. Un incontro che ha toccato profondamente il Capo dello Stato, così come quello con il successore di Ratzinger, Papa Bergoglio. Due parole più di altre possono caratterizzare il rapporto tra Napolitano e Papa Francesco fin dal loro primo incontro: amicizia ed essenzialità. Più volte, fin dai primi mesi del pontificato, Napolitano ha mostrato verso Papa Francesco un’attenzione che ha oltrepassato “l’eccellente stato delle reciproche relazioni”, grazie anche all’amicizia manifestata dal Capo dello Stato nei confronti di Benedetto XVI».

 

Poi, l'arrivo del Papa argentino. Jorge Mario Bergoglio piacque subito a Giorgio Napolitano, conquistato dal modo del tutto nuovo di interpretare il ruolo di vicario di Cristo, con la cancellazione, di fatto, del protocollo, con il rifiuto della croce d'oro, dell'auto d'ordinanza (all’incontro con lui, al Quirinale, papa Francescco arrivò a bordo di una Ford Focus con scorta ridotta), degli abiti e dei paramenti ricercati e, persino, dell'appartamento pontificio.

Una somma di comportamenti coerenti col Vangelo che dovrebbero rappresentare, come ha sottolineato lo stesso Napolitano nel corso della visita di Bergoglio al Quirinale nel 2013, “stimoli nuovi” anche per la politica, ''lontana dalla cultura dell'incontro”. Una politica chiamata a “levare più in alto lo sguardo" e a “recuperare moralità”.

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Le immagini del funerale laico di Napolitano con Mattarella, Ravasi e Macron
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