Più volte papa Leone XIV si è definito «figlio di sant’Agostino». Chi era Agostino? Cosa ha scritto e quale eredità spirituale lascia oggi? Vi proponiamo un viaggio in quattro puntate pubblicato su Credere n. 28/2018 per scoprire più da vicino questo gigante della storia della Chiesa e la sua spiritualità che segna profondamente quella del Pontefice americano.

di fratel Michael Davide Semeraro

È impossibile dare qui la lista completa delle opere di Agostino, che ammonta a circa 113 titoli, tra cui 500 Sermoni e 218 Lettere, le Confessioni e i Soliloqui. Questa immensa produzione comprende opere ­filosofiche, teologiche, scritti polemici e dottrinali come pure opere pastorali e svariati commenti alle Scritture. Ne menzioniamo in ordine cronologico le principali.

Prima del Battesimo. Si tratta di scritti filosofici, dialoghi con i suoi amici. Nel novembre del 386 scrive il trattato La vita beata. Dal Battesimo al sacerdozio. Nel 388-389 Agostino scrisse il commento La Genesi contro i Manichei; nel 389 il bel dialogo con il figlio Adeodato: Il Maestro. Dal presbiterato all’episcopato. Nel 394 redige il commento Il discorso della montagna. Dal 394 al 395 Esposizioni varie sulle Lettere ai Romani e ai Galati. Durante l’episcopato. Dal 397 al 401 scrive le Confessioni. Nel 399, il piccolo ma bel trattato su come catechizzare, dove Agostino raccomanda di offrire una sintesi della storia della salvezza e dove si mostra pieno di umanità verso l’ignorante che deve ancora imparare tutto: Le catechesi ai principianti. Dal 399 al 422, l’importante trattato teologico La Trinità, dove Agostino spiega le relazioni delle persone divine secondo una concezione psicologica ideata per analogia con le facoltà dello spirito umano (memoria, intelletto, volontà).

Dal 401 al 414, un altro commento su Genesi: La Genesi alla lettera. Dal 413 al 427, La Città di Dio, un ampio affresco della storia universale che oggi definiremmo una teologia della storia. Dal 426 al 427 Agostino scrisse le sue Ritrattazioni: vi stese l’elenco delle sue opere e corresse quelle che riteneva incertezze o imprecisioni contenute in esse: «Voglio sottomettere a una severa censura tutto quello che ho scritto», scrive nel Prologo. I Sermoni propriamente detti, i magnifici Trattati sul Vangelo di san Giovanni e i toccanti Discorsi sui Salmi non sono da lui ricordati nelle Ritrattazioni.

Le opere di sant’Agostino si possono trovare, in ottima traduzione italiana, tutte on-line su wwwaugustinus.it.