La collaborazione sin dalla gioventù con organizzazioni cattoliche come l'Unitalsi e ManiTese. La laurea in Medicina nel 1981, poi la specializzazione in malattie infettive e tropicali e il master in parassitologia. I viaggi in Africa, per salvare le popolazioni da malattie qui ritenute curabilissime, ma lì capaci di condurre alla morte («Un numero impressionante di bambini muore per disidratazione da diarrea  e per salvarli basterebbe qualche bustina di reintegratori da pochi centesimi di euro», scrive diverse volte nei suoi appunti). L'ingresso come consulente nell'Organizzazione mondiale della sanità, la permanenza in Cambogia per prestare soccorso a chi ancora calpesta mine anti-uomo e a chi, invece, contrae l'Aids. E poi la lotta per la distribuzione gratuita di medicinali essenziali, il trasferimento in Vietnam in qualità di coordinatore delle politiche sanitarie contro le malattie parassitarie nel Sud-Est asiatico, fino all'episodio di Hanoi, di quel "Mister Chen" che contrae un virus che nessuno sa neutralizzare e che solo lui riuscirà a identificare come Sars. Ecco chi era Carlo Urbani: un uomo, prima ancora che un medico, che alla propria vita antepose quella degli altri, persino quando - una volta contratto lui stesso la malattia - chiese che il proprio tessuto polmonare venisse utilizzato per la ricerca. 

A questa figura straordinaria è dedicato il libro del giornalista Vincenzo VaragonaL'eredità di Carlo Urbani. Il protocollo che ha salvato milioni di vite, presentato al Foyer del Politeama di Tolentino (MC) giovedì 5 ottobre alle ore 21.00. Un volume che «nasce», scrive l'autore, «non solo per raccontare il medico della Sars ai ragazzi, agli studenti che frequentano le scuole a lui intitolate, [ma anche] per raccontare quanto Carlo sia riuscito a camminare, in questi ormai tanti anni, con le gambe di amici, colleghi, conoscenti – che ringrazio per aver contribuito alla realizzazione di questo volume – arrivando a tanti cuori anche in modo inaspettato». Alla presentazione interverranno, oltre Varagona, il priore provinciale degli Agostiniani in Italia Padre Giustino Casciano, il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi e il medico di base della città Andrea Mosca. Un incontro per illustrare un libro che, attraverso le parole di chi ha conosciuto Urbani, racconta ai più giovani di quella che per lui è stata una vera e propria missione: salvare il prossimo. 

 

(foto di copertina: ©AGF)