Parliamo di I Sim, videogioco per pc tra i best seller di tutti i tempi, più di cento  milioni di copie.

È da poco sugli scaffali The Sims Medieval, contrassegnato dall’ambentazione storica. Il giocatore è un “monarca-dio” che può fare e disfare a piacimento. Darà la propria impronta al giovane regno, compiendo missioni e scelte che influiranno sui rapporti con gli altri Sim (duelli, amoreggiamenti, tradimenti, incantesimi, religione, famiglia ecc.).
I Sim sono personaggi, creati dal giocatore o presenti nel gioco, le cui caratteristiche caratteriali possono essere selezionate, impostando Sim eroici, pigri, perfidi, ingenui, arroganti eccetera, con varie mescolanze di questi tratti personali.
Qui si vedono alcuni Sims medievali in azione.

Qui invece il trailer del gioco.




Ideato dall’americano Will Wright nel 2000 ed edito da EA Games, I Sim è un sofisticato “simulatore di persone”. I personaggi vengono guidati fin dalla definizione del carattere e poi in tutte le azioni che possono derivarne. Assecondano le indicazioni del giocatore ma si ribellano se si ritengono maltrattati (basta che abbiano fame o sonno). Si procede praticamente all’infinito.

Esistono innumerevoli versioni, ma in sostanza il tutto si traduce nel guardare “che cosa faranno” i personaggi nelle situazioni provocate o permesse dal giocatore. Il gioco è consigliato dai 12 anni in su ma molte persone lo vedono adatto anche a bambini più piccoli, ritenendolo innocuo e perfino formativo. Io invece ho sempre pensato che non bisogna sottovalutarne la dinamica, poiché non è affatto insignificante questo giocare col carattere umano che si traduce in azioni per nulla banali, anche quando vengono realizzate con un click del mouse.