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Il sensazionalismo, si sa, è ormai un male che non risparmia neppure le testate più autorevoli. Ma il ricovero del Papa al Gemelli ha messo in luce tutte le peggiori conseguenze di questo vizio. Le parole pronunciate, durante l’adorazione eucaristica, dal cappellano dell’ospedale citando la lettera di San Paolo ai Romani (4,18) “sperare contro ogni speranza”, del tutto decontestualizzate, sono state “sparate” da uno storico quotidiano in un titolo che faceva intendere che per il Santo Padre non ci fosse più nulla da fare. Su altri, domande ad arte rivolte a cardinali sono state il pretesto per diffondere, a suon di strilli e titoli, la percezione che fossero imminenti le dimissioni di Francesco.
Persino nel fatto che abbia convocato un concistoro durante la degenza si è voluto vedere un indizio di quest’ultima ipotesi, mentre il lavoro che ha continuato a svolgere dalla sua “cattedra speciale” dell’Ospedale Gemelli sembra decisamente una replica silenziosa a tutto questo gran vespaio. L’attitudine allo scoop, a conquistare più copie o più follower, però, vista la delicatezza della situazione, ha provocato incertezza, confusione, persino tristezza. Senza neppure rispettare non solo il particolare ruolo che il Papa riveste per il popolo dei credenti, ma anche l’influenza positiva che la sua presenza ha esercitato e può esercitare nelle gravi crisi internazionali che stiamo vivendo. Pensiamo alle trattative in corso sull’Ucraina o alla situazione in Medio Oriente. Senza contare la crisi economica che tocca tante famiglie e l’inasprirsi delle misure contro i migranti. Famiglia Cristiana, comunque, continuerà a ignorare questa sorta di isteria giornalistica e a informare i lettori con il rigore e l’attenzione di sempre, verificando ogni notizia.
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