Tre tavole di un polittico dipinto più di cinque secoli fa per un monastero benedettino e una minuscola opera destinata alla devozione privata. È il patrimonio sottratto al Museo regionale interdisciplinare di Messina nel clamoroso furto avvenuto la sera di Ferragosto: testimonianze nelle quali la storia dell'arte si intreccia con quella della fede e della preghiera.

Secondo quanto comunicato dalla direzione del MuMe, sabato 15 agosto ignoti si sono introdotti nelle sale del museo, violando il sistema di allarme e le protezioni delle opere. Sono state rubate tre delle cinque tavole superstiti del Polittico di San Gregorio, capolavoro firmato e datato 1473 da Antonello da Messina, e la Tavoletta bifronte attribuita allo stesso artista, prelevata dalla teca blindata nella quale era custodita.

Sul posto sono intervenute la Polizia e la Scientifica, che hanno avviato i rilievi e le indagini per ricostruire la dinamica del furto e individuare i responsabili. Il museo rimarrà chiuso al pubblico oggi, domenica 16 agosto, per consentire gli accertamenti. Al momento non è stato ancora reso noto quali siano, tra le cinque superstiti, le tre tavole del Polittico trafugate.

IL POLITTICO DIPINTO PER LE MONACHE DI SAN GREGORIO

Il Polittico di San Gregorio, detto anche Polittico del Rosario, fu commissionato ad Antonello da Messina da Fabria Cirino, badessa del monastero benedettino di Santa Maria extra moenia, detto di San Gregorio. L'opera porta ancora la firma dell'artista e la data, 1473.

In origine era composto da sei tavole: la Madonna in trono con il Bambino e gli angeli, san Gregorio, san Benedetto, l'Angelo annunciante e la Vergine annunciata, oltre a uno scomparto centrale superiore, oggi perduto, che secondo il museo raffigurava probabilmente Cristo morto sorretto dagli angeli. Non si è conservata neppure la cornice originaria.

Il Polittico ha un valore particolare per Messina: la Regione Siciliana lo definisce «l'unica opera di Antonello rimasta nella sua città natale» e dal 2013 ne vieta anche l'uscita temporanea dal territorio regionale. La sua storia è già segnata da perdite e danneggiamenti: il terremoto del 1908 lo colpì gravemente e pochi anni dopo fu sottoposto a un nuovo intervento di restauro.

LA PICCOLA TAVOLA SEGNATA DAI BACI DEI DEVOTI

Accanto alle tre tavole del Polittico, è stata rubata anche la Tavoletta bifronte, una piccola opera di appena 16 per 11,9 centimetri, datata dal MuMe tra il 1465 e il 1470 e attribuita ad Antonello da Messina. Dipinta su entrambi i lati, raffigura la Madonna con il Bambino benedicente e un francescano in adorazione da una parte e Cristo in Pietà dall'altra.

Le dimensioni ridotte ne indicano la destinazione al culto privato, come immagine davanti alla quale raccogliersi in preghiera. Il lato con Cristo è più consumato e, secondo il museo, l'usura sarebbe dovuta «probabilmente all'abitudine dei devoti di baciare il volto di Gesù».

Proveniente dalla collezione berlinese di Wilhelm Soldan, la tavoletta fu attribuita ad Antonello dallo storico dell'arte Everett Fahy nel 2002, anche se l'attribuzione suscitò alcune riserve tra gli studiosi. Nel 2003 fu acquistata dalla Regione Siciliana e destinata al museo di Messina.