Ha destato sorpresa e curiosità il batti e ribatti tra la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, e il ministro della Difesa, Guido Crosetto. Non tanto per la materia del contendere, la nomina dell'ex ministro ucraino Mykhailo Fedorov a consulente della Difesa italiana, quanta per i riferimenti da entrambi i lati alle opere di Gianni Rodari, lo scrittore italiano per bambini più amato e conosciuto in tutto il mondo, morto a 60 anni nel 1980.

Per Maria Zakharova le scelta di Fedorovov è "molto ridicola", e ha aggiunto: «Se Rodari fosse vivo, penso che scriverebbe una favola satirica su tutto questo, ma non sono sicura che sarebbe più divertente della realtà» Crosetto ha sciabolato in risposta citando anch’esso Rodari: «Qualcosa di positivo c'è: se ha letto Rodari, cosa che dubito, avrà capito che non vogliamo fare la fine del topo che mangiava i gatti e quindi serve anche l'esperienza sul campo».

Gianni Rodari è molto popolare in Russia, dove sono state tradotte molte sue opere. In particolare Le avventure di Cipollino, che arrivò nell’allora URSS nel 1953 dopo soli due anni dalla sua pubblicazione in Italia. È ambientato in un paese abitato da frutti e verdure, dove la popolazione è oppressa dalle regole ingiuste del Principe Limone e dei nobili. Cipollino è un giovane cipolla che vive in una famiglia povera. Quando il padre viene spinto accidentalmente sul piede del Principe Limone e per questo condannato all’ergastolo, Cipollino inizia a peregrinare per il mondo per imparare a riconoscere i malvagi che comica a combattere come un cavaliere coraggioso per riparare alle ingiustizie. Altri coraggiosi si uniscono a lui e vengono perseguitati dal Re e dagli altri prepotenti. Un romanzo d’avventura con verdura e frutta antropomorfe, che venne letto come una sorta di manifesto politico comunista a misura di bambino.

Gianni Rodari incontra i bambini russi nelle scuole nel 1979

MA RODARI ERA COMUNISTA?

In effetti, Gianni Rodari comunista lo era davvero, in un’epoca, quella del dopoguerra, in cui l’Italia era spaccata politicamente in due. Entrato nella Resistenza dopo aver disertato dalla Milizia di Salò, si iscrisse al PCI il 1º maggio 1944 e, nel dopoguerra, cominciò la sua carriera di giornalista all’Unità, finendo poi a dirigere L’Ordine Nuovo» periodico della Federazione Comunista di Varese. Nel 1950 Gianni Rodari lasciò Milano per Roma, dove fondò e diresse, con Dina Rinaldi, il giornale per ragazzi Pioniere, settimanale dell’API, Associazione Pionieri d’Italia. Il 13 dicembre 1953, poi, fondò Avanguardia, giornale nazionale della FGCI e, chiusa l’esperienza nel 1956, tornò, chiamato da Pietro Ingrao, all’Unità, dove rimase dal settembre 1956 al dicembre 1958.

In Italia, all’epoca, non era molto noto, mentre in URSS Cipollino vendette oltre un milione e mezzo di copie, spingendo, di riflesso, anche i nostri intellettuali a fare i conti con quel semi-sconosciuto e contribuendo, anche in Italia, ad accendere i riflettori su quell’ex maestro, giornalista del «Pioniere» e autore per l’infanzia. Nel 1958 una delle sue opere, Il bambino di Napoli, diventò un film d’animazione, mentre la storia di Cipollino fu musicata e trasformata in un balletto, rappresentato in Unione Sovietica nel 1973. A tradurre Rodari in russo furono coinvolti grandi autori come il poeta Samuil Marshak e la linguista Yulia Dobrovolskaya.

Nel corso della sua carriera, lo scrittore italiano andò più volte in Unione Sovietica, con l’ultimo viaggio nell’autunno del 1979, pochi mesi prima di morire. Il rapporto di Rodari con l’Unione Sovietica è stato esaminato nel saggio Cipollino nel paese dei Soviet (2020), di Anna Roberti, che racconta la fortuna di Rodari in Russia.

In quanto alla favola Il topo che mangiava i gatti, citata da Crosetto, non è proprio come la ricorda il ministro della Difesa. Perché il topo del racconto contenuto nel suo libro più celebre, Favole al telefono, non fa poi una brutta fine. È vero che millanta soltanto di mangiare i gatti, infatti, si limita a sgranocchiare quelli disegnati nelle pagine della biblioteca in cui vive e, quando ne incontra uno vero, muore di paura. Ma….

Ma il gatto gli dispensa una lezione di saggezza, prima che il passaggio di un passerotto lo distragga e permetta al topo di scappare, che ci sembra quanto mai valida oggi per tutti quelli che si danno arie da esperti solo per aver letto il titolo acchiappaclick:

«Certo, anch’io apprezzo i libri. Ma studiare sui libri non basta: ci vuole anche l’esperienza! Non tutti i gatti sono fatti di carta...».

Potete sentirla integralmente nel video qui sotto, letta dall’attrice Sonia Bergamasco

In quanto alla militanza politica di Rodari, se fosse vivo non crediamo si schiererebbe in modo acritico con una parte piuttosto che con un’altra. I temi che ha sempre trasmesso con le sue storie e filastrocche, e che lo rendono ancora così amato e attuale, non miravano a mettere gli uni contro gli altri, ma perseguivano valori universali come la pace, il rispetto, l’amore per la natura, l’elogio di ogni tipo di lavoro, anche il più umile, l’ascolto, la solidarietà e sicuramente la lotta alle ingiustizie, quello sì, ed è a quello che riferisce la morale di Le avventure di Cipollino. Ma che non dovrebbe MA RODARI ERA COMUNISTA?essere etichettata né di destra né di sinistra, ma semplicemente umana.

Una foto di Gianni Rodari (ANSA)