Disney infinity, ovvero come tradurre le fantasie in realtà. Un videogioco non nuovo nel suo genere – abbiamo già descritto Skylanders qualche mese fa, che si basa sullo stesso principio –, che attraverso un “portale” mette insieme pupazzi maneggiabili e scenari digitali dentro lo schermo.

Ce ne sono per tutti i gusti, che in casa Disney sono davvero variegati: Pirati dei Caraibi, Monsters & co., Gli Incredibili, Cars, Ralph Spaccatutto, Toy Story, Nightmare before Christmas, Monsters University, Frankenweenie, Phineas e Ferb.


In pratica si tratta di “montare” la propria avventura a partire dai personaggi preferiti, appoggiandoli sulla base e traferendoli dentro lo schermo; dopo di che, libero sfogo alla fantasia. Interessante proposta ma anche furba, dal momento che i gadget a partire dalle storie Disney (e Pixar) furoreggiano fra i bambini e anche qui la fanno da padroni.

Ecco il trailer:



Certo, viene da chiedersi anche quale guadagno riceva, la fantasia dei bambini, da scenari allestiti in questo modo. Il gioco in sé è molto suggestivo, ma personalmente ritengo che gli scenari che mancano ai bambini di oggi siano soprattutto quelli interiori, in cui l’immaginazione galoppa libera senza particolari sussidi materiali. Un gioco come questo andrebbe coniugato con momenti in cui l’invenzione resta invece svincolata da troppi regali che fanno perdere al bambino la gioia di “amicizie” durevoli, perché ogni nuova acquisizione soppianta l’altra in un viavai di aspettative sempre rinnovate e sempre deluse, fino alla noia.

Non è colpa dei videogiochi, certo. Questo Disney Infinity, che uscirà a settimane, è un bel regalo. Ma non bisogna dimenticare che il gioco, così importante nella formazione dei piccoli, fa parte integrante di una strategia pedagogica.