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«Ora tocca all’equipaggio di terra: inondare le città e navigare ostinatamente contro i venti di guerra agitati dai nostri governi». Con questo appello, diffuso sui canali social, gli attivisti della Global Sumud Flotilla invitano a scendere in piazza fino a sabato, quando è prevista una manifestazione nazionale in Italia. Da ieri sera, infatti, le imbarcazioni della flottiglia internazionale diretta verso Gaza sono state intercettate dalla marina militare israeliana, innescando proteste e presidi in diverse città italiane.
L’accusa degli attivisti
In un comunicato diffuso dopo l’intercettazione, i promotori della Flotilla parlano di un «rapimento illegale, in violazione diretta del diritto internazionale e dei diritti umani fondamentali». Le navi, che trasportavano «cibo, latte in polvere per neonati, medicine e volontari provenienti da 47 Paesi», sarebbero state fermate in acque internazionali, «dove Israele non ha alcuna giurisdizione».
Secondo il comunicato, le forze israeliane avrebbero utilizzato cannoni ad acqua, sostanze chimiche maleodoranti e disturbato le comunicazioni dei passeggeri, prima di trasferire centinaia di attivisti su una nave da guerra, la MSC Johannesburg.
La versione di Israele
Diversa la lettura di Tel Aviv. Il ministero degli Esteri israeliano ha dichiarato che «la provocazione Hamas-Sumud è terminata», ribadendo che «nessuno yacht è riuscito a violare il blocco navale legittimo». Secondo Israele, una delle imbarcazioni si sarebbe avvicinata alle coste di Gaza, ma tutti i passeggeri sono stati messi in sicurezza e saranno deportati in Europa.
L’Unione europea: «Il diritto marittimo va rispettato»
A Bruxelles, la Commissione europea ha espresso preoccupazione. «Il diritto umanitario e marittimo internazionale va rispettato», ha dichiarato la portavoce Eva Hrncirova, condannando «ogni attacco o confisca contro la Flotilla».
La portavoce ha chiarito che l’Ue non ha ricevuto richieste di assistenza diretta e non dispone di mezzi militari per proteggere le navi. «La protezione dei partecipanti spetta alle autorità nazionali», ha sottolineato, precisando che diversi Paesi membri hanno già chiesto a Israele garanzie per la sicurezza degli attivisti.
Una rotta umanitaria
«Capiamo perfettamente che vogliano attirare l’attenzione sulla sofferenza di Gaza e hanno il diritto di farlo», ha aggiunto la Commissione europea, ribadendo che l’obiettivo resta l’accesso pieno e non ostacolato degli aiuti umanitari nella Striscia.
Un obiettivo condiviso dagli attivisti della Global Sumud Flotilla, che ora chiedono alle piazze europee di diventare il nuovo mare in cui far viaggiare la loro protesta.



