Quando nel 2020 si parlò per qualche giorno di un accorpamento dei canali pubblici di divulgazione culturale, Rai storia e Rai 5, dissociandomi dall'indignazione di molti esperti e semplici utenti ( con cui condivido le posizioni politiche) sostenni che la cosa mi pareva sensata. I canali culturali del digitale terrestre del servizio pubblico, pur proponendo spesso contenuti interessanti e di qualità scontavano una loro insuperabile debolezza, una marginalità nel contesto del nuovo panorama mediatico, per cui una ristrutturazione mi pareva una scelta ragionevole, un tentativo di rafforzamento dell'offerta culturale.

Giorgio Simonelli, Professore Associato di Teoria e tecniche del linguaggio giornalistico presso il Corso di Laurea in Linguaggi dei Media della Facoltà di Lettere e Filosofia

Non ho cambiato opinione, penso che tutta l'area della divulgazione sui canali tematici abbia bisogno di un ripensamento e di una riorganizzazione che tenga conto dei profondi cambiamenti presenti da tempo nel sistema dei media.

Ripensamento significa valutare quale sia oggi il pubblico destinatario della divulgazione, quali gli obbiettivi e quali i contenuti da trasmettere, quali le strategie per renderli attraenti e per dare alla rete una forte identità. Il tutto si può realizzare meglio concentrando le forze, intellettuali e anche economiche, in uno stesso progetto anziché disperderle su varie realtà che spesso si sovrappongono e si confondono.

E' il Centro di Produzione Rai che ha fatto crescere - con programmi storici come Melevisione e Fantabosco - generazioni di bambini oggi diventati genitori. Da Torino la Rai rilancia il progetto 'Porte Aperte' che si propone di far incontrare bambini e giovani con i professionisti del mondo tv, radio, web e di offrire possibilità di alternanza scuola-lavoro e stage anche a livello universitario, 18 ottobre 2017. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO
E' il Centro di Produzione Rai che ha fatto crescere - con programmi storici come Melevisione e Fantabosco - generazioni di bambini oggi diventati genitori. Da Torino la Rai rilancia il progetto 'Porte Aperte' che si propone di far incontrare bambini e giovani con i professionisti del mondo tv, radio, web e di offrire possibilità di alternanza scuola-lavoro e stage anche a livello universitario, 18 ottobre 2017. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO
E' il Centro di Produzione Rai che ha fatto crescere - con programmi storici come Melevisione e Fantabosco - generazioni di bambini oggi diventati genitori. Da Torino la Rai rilancia il progetto 'Porte Aperte' che si propone di far incontrare bambini e giovani con i professionisti del mondo tv, radio, web e di offrire possibilità di alternanza scuola-lavoro e stage anche a livello universitario, 18 ottobre 2017. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO (ANSA)

Banalmente penso che in un momento come questo e in un ambito così complesso l'unione faccia veramente la forza (come vuole un vecchio adagio) e continuo ad auspicare un grande canale di divulgazione prestigioso che raggruppi scuola, scienza cultura e storia. Se la chiusura di Rai scuola andasse in questa direzione ne sarei felice.

Ma purtroppo è evidente che non sia così. La chiusura di Rai scuola con lo spostamento dei suoi contenuti sul web avviene in funzione della creazione di un nuovo canale denominato Italiana. Per quanto la dirigenza si sia prodigata per illustrare l'importanza, la novità, l'originalità del progetto, per ora non si vede nulla di interessante. Questo “racconto emotivo e crossgenerazionale dell'Italia” fatto per ora con materiale già usato e poi si vedrà, si occuperà di borghi, tradizioni, artigianato, imprese, enogastronomia.…Non proprio una scelta entusiasmante, visto che di programmi dedicati a questi temi sono pieni i palinsesti del servizio pubblico, delle reti commerciali e di quelle tematiche.

La statua del Cavallo Morente nella sede di viale Mazzini durante la riunione del Consiglio di Amministrazione (Cda) della Rai per i nuovi palinsesti, Roma, 26 giugno 2023. ANSA/ANGELO CARCONI
La statua del Cavallo Morente nella sede di viale Mazzini durante la riunione del Consiglio di Amministrazione (Cda) della Rai per i nuovi palinsesti, Roma, 26 giugno 2023. ANSA/ANGELO CARCONI
La statua del Cavallo Morente nella sede RAI di viale Mazzini. ANSA/ANGELO CARCONI (ANSA)

Non si capisce proprio per quale motivo un telespettatore dovrebbe cercare su un canale nuovo ciò che già i vecchi generalisti propongono con appuntamenti consolidati, spesso gradevoli e affidati a volti che, in molti casi, hanno ottenuto la fiducia e la simpatia da parte del pubblico.

Senza voler pensare male, anzi malissimo, cioè alla chiusura di Rai scuola come un parte di turpe progetto finalizzato all'abbassamento del livello culturale degli italiani, la sua sostituzione con qualcosa di molto generico, improvvisato e prevedibile rivela una tendenza preoccupante: quando si trova di fronte ai grandi problemi, in questo caso il bisogno di rinnovamento della funzione divulgativa, il servizio pubblico anziché affrontarli sceglie la più banale via di fuga.