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Prima di affacciarsi ha salutato brevemente il personale e i vertici dell'università Cattolica e del Policlinico Gemelli a partire da Elena Beccali, rettore dell'atemeo. Dal canto suo "la famiglia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCSS" ha ringraziato per "l’incomparabile testimonianza offerta durante il periodo di degenza. Molte persone malate si sono rispecchiate in una sofferenza che Papa Francesco ha voluto condividere e non nascondere, a conferma della profonda umanità che contraddistingue tutto il Suo Magistero. Se davvero la Chiesa è chiamata a essere ospedale da campo, come ha detto Papa Francesco, il Policlinico Gemelli e la Facoltà di Medicina e Chirurgia ad esso collegata non possono che rallegrarsi per aver potuto dare il proprio contributo alla guarigione del Santo Padre".
Appena uscito dall'ospedale e prima di rientrare a Santa Marta, papa Francesco si è voluto recare a Santa Maria Maggiore. Qui ha consegnato al cardinale Makrickas, rettore della bailica, i fiori da porre davanti all'icona della Vergine Salus Populi romani.




