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Giuseppe Bruni all’interno della sua sartoria, dove realizza camicie artigianali. Martina Franca, 7 maggio 2026.
Camicie fatte su misura per i Papi che, oltre all’estetica, simboleggiano una religiosità profonda e sentita. Nel suo atelier di Martina Franca, la perla barocca della Valle d’Itria, il 57enne sarto artigiano Giuseppe Bruni continua a forgiare autentici e raffinati capolavori che vestono anche alcune celebrità, tra cui re Carlo d’Inghilterra e Alberto di Monaco.
La vena artistica e la grande passione per un mestiere non facile lo hanno spinto a realizzare una particolare camicia bianca per papa Benedetto XVI prima e, successivamente, per papa Francesco. I modelli originali sono stati apprezzati anche da Leone XIV che ha già avuto modo di indossare il pregevole manufatto.


«Ho imparato a cucire sin da ragazzino seguendo gli insegnamenti di mia madre Maria che faceva la sarta», racconta Giuseppe Bruni. «Dopo aver conseguito il diploma di perito industriale, decisi di diventare uno stilista iscrivendomi appena 21enne alla Scuola Modellistica di Milano. Con molta fatica riuscii ad aprire il mio primo laboratorio. La svolta avvenne nel 2000 quando perfezionai la tecnica all’Istituto Ligas di Torino. Ho studiato anche antropologia e geometria, per adattare con precisione ogni indumento alla postura del cliente».
Un lavoro certosino che, strada facendo, ha dato i suoi frutti. Con il caratteristico centimetro al collo, l’infaticabile Giuseppe ha preso misure, ideato cartamodelli e tagliato accuratamente le stoffe per assemblare un prodotto personalizzato. «Di gavetta ne ho fatta tanta, sempre impegnato a dare il meglio per eseguire la camicia perfetta. Quarant’anni di sacrifici, di applicazione costante. A volte venivano fuori modelli sbagliati, ma, caparbio come sono, correggevo gli errori e ripartivo con più entusiasmo di prima. Ho lavorato anche di notte, cosa che faccio tuttora. Spesso le domeniche non sono domeniche, soprattutto quando devo rispettare i tempi di consegna. Ho puntato tutto sui tessuti più pregiati che portano la firma di Ermenegildo Zegna, Carlo Riva, Loro Piana Albini. Una scelta decisiva che fa la differenza. I miei sono capi di alta qualità, in sintonia con il fisico e il portamento della persona».


In questo lungo percorso di attività laboriosa, Giuseppe Bruni ha trovato conforto nella fede. «Sono molto credente, la preghiera anima la mia esistenza», dice convinto, «ho dovuto affrontare alcune avversità che ho superato grazie ai valori e ai principi di cattolico praticante. Porto sempre un piccolo rosario in tasca. Anche per questo, una ventina di anni fa ho voluto accostare il mio lavoro al mondo della Chiesa, affascinato da quell’atmosfera mistica e sacra che l’avvolge. Inviai una lettera a Joseph Ratzinger che era stato eletto papa Benedetto XVI, con l’intento di creare per lui una camicia di pregio dal significato spirituale. La risposta, tramite il suo segretario Georg Ganswein, non tardò ad arrivare. Mi mandarono le misure, taglia 41. Utilizzai il tessuto popeline bianco per una camicia con collo coreano e polsi diplomatici ornati da gemelli. La offrii al pontefice durante un’udienza del mercoledì. Gli piacque così tanto che ne volle altre. Per me fu una grande emozione».


Dall’atelier di Martina Franca al Vaticano il passo è stato più breve del previsto. Con garbo e scrupolosa manualità, l’estroso Giuseppe ha confezionato alcune camicie per il cardinale Pietro Parolin, l’arcivescovo Diego Giovanni Ravelli e altri porporati. Il carisma di papa Francesco ha colpito molto il sarto martinese: «Scrissi una missiva anche al Santo Padre perché la sua generosità e la sua empatia mi avevano riempito il cuore. Realizzai due camicie diverse. La prima era in twill bianco di cotone doppio per la stagione invernale, mentre la seconda più estiva era in lino e cotone. Il Papa rimase particolarmente contento. Ebbi modo di donarne una di persona. Lui mi sorrise e si complimentò mostrando quel suo inconfondibile e affabile modo di interagire con il prossimo. Un incontro toccante che non dimenticherò mai».
Ormai Giuseppe Bruni è diventato il sarto camiciaio dei Papi. Il contatto con Leone XIV si è rivelato subito un approdo felice. «Ha accolto positivamente la mia proposta di regalargli una camicia ad hoc. Il suo collo misura 43, per cui ho costruito un modello piuttosto singolare in twill doppio ritorto. Il 18 dicembre scorso gli ho portato il primo capo che ha gradito molto. Le sue parole di ringraziamento mi hanno inorgoglito».
L’abilità di unire la mente alle mani genera piccole opere d’arte che Giuseppe Bruni plasma con stile e maestria. Perché la camicia non è un semplice indumento, ma un autentico prodotto artistico: «Se penso che sotto l’abito papale ci sono le mie creazioni, provo una gioia immensa. Mi sento gratificato, anche perché ho tra i clienti alcuni personaggi famosi: Lino Banfi, Al Bano, l’indimenticabile Eleonora Giorgi, Caterina Balivo, politici e conduttori televisivi. Vorrei tanto che le mie camicie fossero indossate da David Beckham, uno che di eleganza se ne intende. Certo, un Papa ti lascia sempre una traccia profonda e indelebile».



