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Fonte: Facebook.
Tra i reparti in uniforme, le fanfare, i cavalli e le Frecce Tricolori che oggi hanno accompagnato le celebrazioni per l’80° anniversario della Repubblica italiana, c’era anche una protagonista speciale. Non indossava una divisa e non portava una sciabola, ma lungo via dei Fori Imperiali era ormai una presenza familiare: Briciola, la piccola meticcia mascotte del 4° Reggimento Carabinieri a cavallo, ha sfilato per l’ultima volta alla parata del 2 giugno prima della pensione.
Minuscola accanto agli imponenti cavalli dell’Arma, con la sua mantellina d’ordinanza cucita su misura, Briciola è diventata negli anni uno dei volti più riconoscibili delle cerimonie ufficiali. Una presenza tenera e insieme solenne, capace di portare un tocco di spontaneità anche nei momenti più formali della vita istituzionale.
La sua storia comincia il 5 giugno 2013, una data che sembra già un segno del destino: è, infatti, il giorno in cui si celebra la fondazione dell’Arma dei Carabinieri. Briciola arriva alla caserma “Salvo D’Acquisto” di Roma quando è ancora cucciola, donata da una famiglia che frequentava le attività di ippoterapia nella struttura.
Dopo l’addestramento, entra ufficialmente nel 4° Reggimento Carabinieri a cavallo nel marzo 2014. Pochi mesi dopo, il 5 giugno dello stesso anno, debutta come mascotte durante le celebrazioni per il Bicentenario dell’Arma: una cerimonia storica, che tornerà soltanto tra quasi un secolo, e che coincide anche con il suo primo compleanno.
Da allora Briciola entra a pieno titolo nella vita del reparto. Vive nella caserma di Tor di Quinto, partecipa alla routine quotidiana dei militari, assiste quasi ogni giorno all’alzabandiera e accompagna i Carabinieri a cavallo nelle principali occasioni ufficiali. Il suo tratto più sorprendente è la naturalezza con cui si muove tra cavalli, musica e parate: non si spaventa davanti agli animali più grandi di lei, né davanti agli squilli di tromba della Fanfara.
È proprio questo carattere vivace e coraggioso a renderla perfetta per il ruolo. Piccola, ma piena di energia, Briciola riesce a stare accanto ai cavalli del reggimento come se fosse una di loro. Per questo, negli anni, è diventata molto più di una semplice mascotte: una presenza riconoscibile, affettuosa, quasi familiare per chi segue le cerimonie dell’Arma e della Repubblica.
La notorietà arriva nel 2015, nel giorno dell’insediamento del presidente Sergio Mattarella al Quirinale. In un contesto regolato dal protocollo e dalla massima solennità, Briciola anticipa la scena: si avvicina alla guida rossa riservata al Capo dello Stato e si esibisce in una capriola improvvisa. Un gesto inatteso che strappa sorrisi e simpatia e che la trasforma in una piccola celebrità istituzionale.
Da quel momento, ogni sua apparizione viene notata. Briciola partecipa alla parata del 2 giugno, al cambio della guardia al Quirinale e agli appuntamenti più importanti dell’Arma. Negli anni riceve anche un grado simbolico, quello di vicebrigadiere, assegnato con affetto per sottolineare il suo posto speciale all’interno del reparto.
La sua fama arriva anche sui social, dove immagini e video della mascotte dei Carabinieri a cavallo l’hanno resa ancora più popolare. In un mondo fatto di uniformi impeccabili, cavalli in parata e cerimonie solenni, Briciola è riuscita a diventare il dettaglio che tutti cercano: piccola, buffa, disciplinata quando serve, ma sempre capace di ricordare che anche le istituzioni hanno un volto umano.
La tradizione delle mascotte dell’Arma, però, non nasce con lei. Risale alla fine degli anni Settanta e prima di Briciola ci sono state altre cagnoline amate, tra cui Trombetta, Birba e Lady. Come da tradizione, si tratta di meticce donate ai Carabinieri: un gesto considerato beneaugurante e legato a un rapporto di fiducia e affetto tra l’Arma e i cittadini.
Tra le storie più ricordate c’è quella di Trombetta, donata da un ragazzo che lavorava nelle scuderie dell’ippodromo di Agnano, nel Napoletano. Consegnandola a un maresciallo, gli avrebbe detto: “Vi porterà fortuna”. Da allora, la presenza di una mascotte è diventata un piccolo rito di famiglia per i Carabinieri a cavallo.
Oggi, però, per Briciola è arrivato il momento del riposo. A quasi 14 anni, dopo oltre un decennio trascorso tra scuderie, fanfare, cerimonie ufficiali e parate del 2 giugno, la cagnolina saluta il suo ruolo pubblico. Non verrà però allontanata dal mondo che l’ha accolta: sarà affidata a un carabiniere che la conosce bene e continuerà a vivere circondata dall’affetto della sua grande famiglia in uniforme.
Per l’Arma comincerà ora la ricerca di una nuova mascotte. Ma raccogliere l’eredità di Briciola non sarà semplice. Perché si può trovare un’altra cagnolina da far sfilare accanto ai cavalli, ma sostituire quella piccola meticcia che ha conquistato il Quirinale con una capriola è tutta un’altra storia.





