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Napoli, Scampia - Carnevale del Gridas, Mirella La Magna durante la sfilata con gli attivisti dell'associazione.
«Dietro a questa richiesta c’è una comunità. Io lo faccio a nome di tutti. Dietro il Gridas c’è una quantità di gente che chiede, richiama, pretende che quel luogo sia conservato, sia valorizzato e che continui a essere un centro di incontri, un punto di riferimento come è stato per tanti anni», dice Mirella La Magna, 87 anni, attivista e docente in pensione.
Mirella è co-fondatrice del centro sociale il Gridas (Gruppo Risveglio Dal Sonno) insieme a suo marito Felice Pignataro, muralista, scomparso alcuni anni fa, e altri attivisti.
Il Gridas è la madre di tutte le associazioni nate a Scampia dal 1981, anno della sua costituzione. Promuove, dal 1983, il carnevale di quartiere, i laboratori per il recupero della manualità e i cineforum gratuiti. L’operato del Gridas, negli anni, ha preso forma e colore nei murales realizzati dall’artista Pignataro con gli altri membri del gruppo, con le scuole e gli attivisti che avevano come unico obiettivo quello di dare definizione e concretezza alle battaglie e alle imprese che venivano realizzate sul territorio napoletano e non.


Napoli, Scampia - Nel MOSS, Ecomuseo Urbano Diffuso, Barbara Pierro accoglie i visitatori.
Oggi, dopo 45 anni di attività, il Gridas rischia di perdere la sua sede. A seguito di una sentenza della Corte d’Appello del novembre 2025, l’associazione è minacciata di sgombero dai locali di via Monte Rosa, di presunta proprietà di ACER Campania (Agenzia campana per l’edilizia residenziale).
«L’associazione ha chiesto ufficialmente un incontro al presidente della regione Campania, Roberto Fico, al sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, e ai vertici Acer Campania. Chiediamo che l’amministrazione e tutte le altre autorità prendano una posizione per tutelare questo patrimonio sociale e culturale», continua Mirella La Magna.
Il Gridas ha trasformato un immobile abbandonato in un centro di fermento artistico e sociale (noto per lo storico Carnevale di Scampia), operando senza finanziamenti pubblici o privati. Nel 2013, l’associazione è stata assolta in sede penale poiché la sua attività è stata riconosciuta “di valore sociale per la collettività”. La giustizia civile, a novembre 2025, ha confermato lo stato di “occupazione senza titolo”.


Napoli, Scampia - Carnevale del Gridas.
«In qualsiasi Paese del mondo diventerebbe patrimonio culturale. Protetto e valorizzato. Mirella e Felice, così come l’intera opera del Gridas a partire dal carnevale, sono riconosciuti in tutta Italia e in diverse parti del mondo», dice Daniele Sanzone, l’artista napoletano frontman della band ‘A67. E continua: «A Felice è stata dedicata la stazione della metropolitana e Mirella è stata invitata insieme al Papa e al Presidente della Repubblica a Procida capitale della cultura, proprio per il suo lavoro nel quartiere, eppure vogliono sgomberare il luogo fisico e l’anima di questa storia. È veramente deprimente».
Nonostante la mobilitazione nazionale che ha visto anche un appello sottoscritto da circa 4000 firme e i ripetuti solleciti, l’incontro con il presidente della regione non è ancora avvenuto. Il prossimo 16 aprile, San Ghetto Martire, santo protettore delle periferie, sarà accompagnato dai suoi fedeli in un corteo colorato e simbolico per consegnare una lettera aperta al presidente della regione.


Napoli, Scampia - Carnevale del Gridas.
«Il Gridas è la madre delle battaglie sociali pacifiche, è l’avanguardia culturale della città di Napoli. È patrimonio della città, valorizzazione del territorio, creatività, cinema. Il Gridas crea ponti, accessibilità, non solo per Scampia ma per tutta la città. Clima, giustizia sociale: il Gridas unisce battaglie vicine e lontane», dice Barbara Pierro, 51 anni, avvocata, una delle anime del MOSS, l’ecomuseo urbano della città che raccoglie tutte le associazioni che negli ultimi quarant’anni hanno lottato per il riscatto di un quartiere che è stato volutamente abbandonato dalle istituzioni. «Siamo fortemente legati al Gridas», continua Barbara Pierro, «è dal Gridas che nasciamo ed è il Gridas che ci sta passando il testimone per continuare a lottare», conclude.




