«Ottocento anni sono un tempo lunghissimo. Eppure ci sono uomini che il trascorrere dei secoli non allontana, ma sembra rendere ancora più vicini. Francesco d’Assisi è uno di loro»: le parole che aprono l’editoriale di don Stefano Stimamiglio e don Vincenzo Vitale, direttore e condirettore di Famiglia Cristiana, nel Grande Speciale Francesco d’Assisi. Il santo ribelle, sono il prodromo ideale per spiegare la figura del patrono d’Italia, un uomo che il tempo non ha allontanato da noi e che porta fino all’oggi un messaggio di stringente attualità.

Francesco d'Assisi. Il santo ribelle è disponibile da oggi, a 4,50 euro in più, in edicola e in parrocchia. Può essere richiesto sul sito www.edicolasanpaolo.it, telefonando allo 02/48.02.75.75 oppure inviando una mail ad abbonamenti@stpauls.it
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Francesco è un santo tra i più popolari del nostro Paese e con il quale è facile entrare in empatia – «Il più santo tra gli italiani, il più italiano tra i santi», disse di lui papa Pio XII – eppure, se rendiamo più acuto il nostro sguardo, ci accorgiamo che di lui rischiamo di conoscere davvero poco. A partire dall’inizio, cioè dalla nascita: Francesco non è “nato” Francesco. «La madre, Pica de Bourlemont, aveva voluto chiamarlo Giovanni, come il Battista, ma il padre, Pietro di Bernardone, che voleva sottolineare il suo legame con la terra di Francia e di Provenza, lo rinomina Francesco», spiega fra Massimo Fusarelli, ministro generale dei Frati francescani minori, intervistato sulla vita del Poverello in questo libro. E come il nome, così molti altri aspetti della vita e della spiritualità di Francesco che riteniamo di conoscere, in realtà rischiamo di ignorarli o travisarli.

Lo Speciale Francesco d’Assisi. Il santo ribelle nelle sue 100 pagine fornisce un approfondito ritratto tracciato da mani autorevoli. Sono stati coinvolti coloro che, a vario titolo, possono aiutarci a fare chiarezza su chi sia stato davvero Francesco e su quale eredità spirituale ci abbia lasciato. Innanzitutto gli stessi francescani, come il già citato fra Massimo Fusarelli, fra Giulio Cesareo, Frate minore conventuale e direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento di Assisi, e padre Carlo Calloni, Cappuccino e presidente dei postulatori dei tre Ordini francescani. Altri religiosi consultati sono l’attuale vescovo di Assisi Felice Accrocca e il vescovo emerito Domenico Sorrentino, oltre al gesuita padre Antonio Spadaro per il legame con il Papa che ha voluto portare il suo nome.

Uno degli articoli dello Speciale dedicato al santo.
Uno degli articoli dello Speciale dedicato al santo.
Uno degli articoli dello Speciale dedicato al santo.

Abbiamo intervistato personaggi del mondo della letteratura e dello spettacolo che hanno tessuto un particolare legame con il santo, come il giornalista Aldo Cazzullo, il musicista Angelo Branduardi, il paroliere Mogol, specialisti della letteratura come Franco Nembrini e Alessandro Zaccuri, storici dell’arte come Micaela Soranzo, critici cinematografici come don Davide Milani.

I loro contributi possono aiutarci anche a capire in cosa consista questa ribellione che citiamo nel titolo: perché santo ribelle? A chi si ribella il giovane Francesco? Alla società del suo tempo e al cambio di sistema economico che – già allora – lasciava indietro le fasce più povere della popolazione; si ribella al padre commerciante e alla ricerca esclusiva della ricchezza; ma forse si ribella anche a noi, al nostro modo di vederlo così “accomodato”, piegato alle nostre letture convenzionali: Francesco è patrono degli ecologisti ma non è un’icona green, non mangia carne ma non è vegano, cerca la pace ma nel rispetto di chi non la pensa come lui. È un uomo che, travolto dall’amore di Cristo, ha scelto povertà e fraternità come stile di vita. E da 800 anni continua a parlare ai nostri cuori.