Stim. direttore, ho letto con vivo piacere il vostro bel servizio sul record delle nascite in provincia di Bolzano. Mi permetto, però, di farvi conoscere l’altro lato della medaglia: 563 bambini abortiti ogni anno nella nostra ricca provincia. Per questo allego lettera che abbiamo scritto come Movimenti per la vita italiani e tedeschi al giornale locale.

ANTONIETTA MORANDI - Movimento per la vita di Bolzano


La lettera al giornale è firmata anche Christian Raffl, Anni Winkler e Anna Ravelli. Ne riprendo alcuni stralci: «L’alternativa all’aborto c’è. Queste donne hanno bisogno di essere sostenute, così com’è previsto all’art. 5 della stessa legge 194, aiutate a “rimuovere le cause che porterebbero la donna all’aborto” e informate (magari dagli stessi operatori sanitari e dallo stesso medico che effettuerà l’aborto) che vi sono associazioni di volontariato (come previsto all’art. 2/d) che possono essere presenti affinché la donna non si senta sola ad affrontare una gravidanza non voluta o difficile. Nella nostra regione ci sono ben 13 Centri di aiuto alla vita ove le donne possono rivolgersi e avere tutti i possibili aiuti e consigli e solidarietà. Ideale sarebbe uno sportello proprio all’interno degli ospedali di Bolzano e Merano. Come efficace informazione e prevenzione basterebbe, oltre l’ecografia, mostrare un dvd o cd scientifico del Centro documentazione Mpv La vita umana prima meraviglia. È importantissimo informare che in ogni caso il bambino alla nascita può essere lasciato in anonimato in ospedale dove potrà essere subito adottato. E salvargli così la vita. È anche questo un gesto di amore».

Non posso che essere d’accordo. Le alternative all’aborto ci sono e la stessa legge 194 le prevede. Almeno in questo andrebbe applicata. Bisogna rendersi conto che, come sottolineava già il concilio Vaticano II nella Gaudium et spes: «La vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura; e l’aborto come pure l’infanticidio sono abominevoli delitti» (n. 51). Senza dimenticare la sofferenza che provoca anche in chi ha compiuto questo delitto o vi ha collaborato (e talvolta ha ancora più responsabilità). Un dolore che permane anche in chi, con il cuore pentito, è stato perdonato dalla misericordia del Padre.