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«Non c’è futuro basato sulla violenza, l’esilio forzato, sulla vendetta. I popoli hanno bisogno di pace, chi li ama veramente lavora per la pace». Papa Leone torna a invocare la fine della guerra e plaude, salutando la loro presenza in piazza, «ai rappresentanti di diverse associazioni cattoliche impegnati nella solidarietà con la popolazione della Striscia di Gaza». Li chiama «carissimi» mentre spiega che «apprezzo la vostra iniziativa e molte altre di tutta la Chiesa che esprimono vicinanza ai fratelli e alle sorelle che soffrono in questa terra martoriata».
Prima aveva spiegato, commentando il Vangelo, che se seguiamo, nelle nostre vite, «il criterio dell’egoismo, mettendo la ricchezza al primo posto e pensando solo a noi stessi, questo ci isola dagli altri e sparge il veleno di una competizione che spesso genera conflitti». Ma possiamo anche «riconoscere tutto ciò che abbiamo come dono di Dio da amministrare, e usarlo come strumento di condivisione, per creare reti di amicizia e solidarietà, per edificare il bene, per costruire un mondo più giusto, più equo e più fraterno».
Il Pontefice sottolinea che «non siamo padroni della nostra vita né dei beni di cui godiamo; tutto ci è stato dato in dono dal Signore e Lui ha affidato questo patrimonio alla nostra cura, alla nostra libertà e responsabilità». Dobbiamo ricordare che «un giorno saremo chiamati a rendere conto di come abbiamo amministrato noi stessi, i nostri beni e le risorse della terra, sia davanti a Dio sia davanti agli uomini, alla società e soprattutto a chi verrà dopo di noi».




