La manovra 2026 si sta delineando sempre più precisamente, anche se rimangono margini di incertezza, prima della sua versione definitiva: il diavolo si nasconde nei dettagli, e non sarebbe la prima volta che nel testo finale qualche “manina” (mai resa pubblica, purtroppo) inserisce una modifica che toglie quanto sembrava consolidato, e sposta risorse a favore di  qualche altro interlocutore, per destinatari “meglio posizionati”. In particolare le misure specificamente a favore della famiglia sono state finora presentate nel loro elenco complessivo, che non è certo marginale, ma rimane tuttora non certissimo il finanziamento totale. Così, il bonus mamme di 480 euro all’anno dovrebbe assorbire 500 milioni, ma ci saranno davvero, nella versione finale? Saranno di più o di meno? Partiamo proprio da questa misura, che amplia la platea dei destinatari dell’assegno maternità (più consistente, ma con limiti ISEE più bassi), perché è sicuramente una misura a sostegno diretto della natalità, ma rimane pur sempre circoscritta nel tempo (solo per il primo anno di vita del figlio: e poi?), e non finanziata in modo strutturale: quest’anno c’era, nel 2026 ci sarà, e nel 2027? Inoltre seleziona un target circoscritto di madri: le lavoratrici dipendenti, sotto i 40.000 Euro di ISEE, limite certamente alto, ma pur sempre discriminante.

E proprio sull’ISEE sembrano emerge i segnali più interessanti: sembra certa l’esclusione della prima casa/di residenza dai conteggi dell’ISEE, e forse qualche modifica dei coefficienti/scale di equivalenza, finora troppo avari nel pesare il costo dei figli (danneggiando così le famiglie  con più figli). Così – finalmente! - verrebbero meno penalizzate quelle famiglie che magari hanno risparmiato fino all’osso per conquistare una casa di proprietà in cui abitare, che oggi spesso si ritrovavano in coda alle graduatorie ISEE nell’accesso a vari servizi o in una fascia maggiore di tariffe, per il solo fatto di essere proprietari della casa in cui abitavano. Sarebbe proprio una bella notizia, l’avvio della riforma dell’ISEE!

Interessante anche il ventilato contributo alla nascita per la pensione integrativa (300 Euro per ogni nato, poi integrabile grazie al contributo congiunto di stato e genitori); finalmente una misura che si preoccupa di un futuro non immediato, ma non per questo meno importante, vale a dire la protezione previdenziale delle nuove generazioni, grazie ad un sistema (la previdenza integrativa) che andrebbe ancora potenziato, non per fare concorrenza/indebolire il sistema universalistico che fa capo all’INPS, ma per integrarlo, rendendolo sempre più sostenibile e non condannando tanti anziani di domani a pensioni minime – certamente inferiori a quelle attuali. Finalmente una politica di reale solidarietà intergenerazionale e di vasto respiro temporale - o almeno un primo segnale in tal senso.

Sembra possibile anche un ulteriore rafforzamento dei congedi parentali facoltativi (tre mesi all’80% del salario), altro nodo cruciale di sostegno ai genitori, soprattutto se si saprà incrementarne l’utilizzo da parte dei padri.

Infine, si parla di 3 miliardi e mezzo in tre anni (!) per sostegno alle famiglie e contrasto alla povertà, ad integrare altre misure (in aggiunta, quindi, al consistente impegno sull’assegno unico). Non sono pochi, ma non sono nemmeno molti, spalmati su tre anni, e soprattutto se non è chiaro quali misure di contrasto alla povertà sono da includere in questo budget. Ad esempio il rifinanziamento della Carta “Dedicata a te”, 500 Euro una tantum alle famiglie a bassissimo ISEE che non ricevono altri sostegni, che ha avuto oltre un milione di destinatari (e un budget complessivo di 500 milioni di Euro). Anche questa misura circoscritta, una tantum – ma preziosa, per tanti nuclei che “non arrivano a fine mese”.

Ovviamente anche altre misure, con risorse molto più consistenti, generano benefici indiretti alle famiglie (il calo dell’Irpef per i redditi medi, i vari bonus casa e ristrutturazioni, le azioni a favore dell’occupazione), ma nel nostro Paese rimane forte il bisogno di politiche mirate alla famiglia nelle sue fasi di vita, che spesso pongono problemi che sono “anche”, ma non solo economici: così le famiglie che hanno figli inseriti nella scuola sono sicuramente preoccupate prima di tutto della qualità educativa che vivranno i propri figli, ma hanno anche costi espliciti non banali (materiali, libri di testo, ecc.), e bene ha fatto il Forum delle associazioni familiari a richiamare l’attenzione su questo snodo, chiedendo detrazioni consistenti sui  costi scolastici.

Insomma, bene una manovra che sulla famiglia interviene con diverse modalità, perché sono molti i punti critici della vita familiare, e non basta sostenere l’assegno unico, che pure rimane l’unico strumento tendenzialmente universalistico e consistente oggi in campo: ma la valutazione finale non potrà non misurarsi con la quantità di risorse che verranno effettivamente investite in modo mirato sulla famiglia.

*Direttore Cisf (Centro Internazionale Studi Famiglia)

 

nella foto Ansa, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti.