Martina Levato ha chiesto di poter essere trasferita insieme al suo neonato in una delle comunità di Don Mazzi (come ha auspicato lo stesso sacerdote scrivendo nella sua rubrica su Famiglia Cristiana ) o, in alternativa, all’Icam, istituto di custodia attenuata per madri detenute con figli. Il suo avvocato, probabilmente già venerdì, formalizzerà un’istanza che chiede l'affidamento a una delle strutture della Comunità Exodus.

La studentessa bocconiana - condannata in primo grado a 14 anni di carcere per l’aggressione con l’acido ai danni di Pietro Barbini, ex compagno del liceo Parini gravemente sfigurato - rimane intanto con il figlio, che le è stato concesso di vedere una volta al giorno per un tempo limitato e alla presenza di operatori sociosanitari (la donna, tuttavia, non potrà allattarlo), alla clinica Mangiagalli, dove ha partorito il giorno di Ferragosto. Permanenza non dovuta certo a problemi di salute - sia la madre sia il neonato sono in buone condizioni - , ma agli ostacoli giuridici creatosi dopo che il Tribunale dei minori si è preso altro tempo per decidere sulle sorti del bambino. Anche il padre del bambino Alexander Boettcher ha chiesto di poter vedere suo figlio.