Il presidente Mattarella ha ricordato le centinaia di giovani uccisi al rave nel deserto del Negev e le famiglie massacrate nelle loro abitazioni: «L’uccisione e le violenze contro ragazze e ragazzi che ascoltavano musica, contro persone inermi di ogni età, richiamano al dovere di una condanna perenne», ha detto, invitando a non cedere a «un accomodante e cinico modo di pensare che rimuova l’infamia di quella giornata».

Ma Mattarella ha esteso il suo giudizio morale anche alla reazione israeliana su Gaza, condannando «la violenza crudele e inaccettabile delle armi di Israele, che fa pagare alla popolazione di Gaza un intollerabile prezzo di morte, fame e disperazione». Ha ribadito che «è indispensabile porre fine» a questa situazione e ha chiesto a Israele di «applicare con pienezza le norme del diritto internazionale umanitario».

Un passaggio centrale del messaggio riguarda l’antisemitismo, che secondo il Presidente «non può e non deve trovare spazio»: «Quanto avviene a Gaza e i diversi sentimenti che suscita – ha ammonito – non possono confluire in quello ignobile dell’antisemitismo che, particolarmente nel secolo scorso, ha toccato punte di mostruosa atrocità e che oggi appare talvolta riaffiorare, fondandosi sull’imbecillità e diffondendo odio».

Infine, il Capo dello Stato ha voluto rinnovare «la vicinanza al popolo di Israele e ai familiari delle vittime e delle persone rapite, che vanno immediatamente liberate», esprimendo l’auspicio che «i tentativi di porre fine a questa inaudita ondata di violenza abbiano al più presto esito positivo».