L’emergenza non finisce mai, l’emergenza è infinita e si trascina dietro naufragi, annegamenti, lutti infiniti che vanno ad aggiungersi alla lista del Cimitero Mediterraneo. A pochi giorni dalla tragedia immane dell’Isola dei conigli un altro barcone, con almeno 250 immigrati a bordo, si è rovesciato nel Canale di Sicilia. Almeno duecento persone sono finite in mare, soccorse dalle navi militari Libra ed Espero e da altre motovedette partite da Malta e Lampedusa.
L’allarme è stato dato da un aereo maltese in perlustrazione. Gli occupanti dell’imbarcazione, già parecchio instabile, hanno cominciato ad agitarsi per farsi notare e i movimenti hanno provocato il ribaltamento del barcone. Il naufragio è avvenuto a 60 miglia da Lampedusa. Il governo maltese ha spiegato che alcuni dei migranti “indossavano il salvagente, altri no”. Il primo bilancio parla di almeno 50 morti, di cui dieci bambini. L’agenzia Adnkronos parla di altri 15 migranti su una motopesca che era in zona e ha partecipato ai soccorsi.
“Noi siamo la frontiera europea, non è solo un nostro problema, è un problema dell’Europa”, torna a ripetere il premier Enrico Letta, che si è tenuto in contatto telefonicamente con il primo ministro maltese Joseph Muscat. Per Muscat il nuovo naufragio «è un’altra sveglia per l’Europa. Quante altre sveglie di sangue, quante altre tragedie devono morire prima che ci sia un intervento? Dall’inizio dell’anno Malta e Lampedusa hanno già accolto 32 mila migranti.
L’allarme è stato dato da un aereo maltese in perlustrazione. Gli occupanti dell’imbarcazione, già parecchio instabile, hanno cominciato ad agitarsi per farsi notare e i movimenti hanno provocato il ribaltamento del barcone. Il naufragio è avvenuto a 60 miglia da Lampedusa. Il governo maltese ha spiegato che alcuni dei migranti “indossavano il salvagente, altri no”. Il primo bilancio parla di almeno 50 morti, di cui dieci bambini. L’agenzia Adnkronos parla di altri 15 migranti su una motopesca che era in zona e ha partecipato ai soccorsi.
“Noi siamo la frontiera europea, non è solo un nostro problema, è un problema dell’Europa”, torna a ripetere il premier Enrico Letta, che si è tenuto in contatto telefonicamente con il primo ministro maltese Joseph Muscat. Per Muscat il nuovo naufragio «è un’altra sveglia per l’Europa. Quante altre sveglie di sangue, quante altre tragedie devono morire prima che ci sia un intervento? Dall’inizio dell’anno Malta e Lampedusa hanno già accolto 32 mila migranti.



