Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, è tornato a Gaza insieme a Teofilo III, Patriarca Greco Ortodosso di Gerusalemme. “La visita”, si legge in un comunicato del Patriarcato Latino, “esprime la responsabilità pastorale delle Chiese di Gerusalemme nei confronti delle Chiese locali e dell’intera popolazione di Gaza, dove le famiglie continuano a subire gravi sofferenze umanitarie, paura, perdite e incertezza. La presenza di Sua Beatitudine il Patriarca Teofilo III e di Sua Beatitudine il Cardinale Pizzaballa porta la preghiera di Gerusalemme ai fedeli feriti di Gaza e a tutti coloro che soffrono, in un ministero di consolazione, misericordia e salda testimonianza cristiana radicata nel Vangelo e nella sacra vocazione della Città Santa”.

Pizzaballa, nel secondo giorno della visita pastorale, ha dichiarato che la situazione di Gaza dall’inizio del cessate il fuoco “non è cambiata molto, purtroppo”. “C’è, vero, bisogna riconoscere, un po’ più di vita che scorre, ma la ricostruzione non è cominciata. La gente vive esattamente dove viveva pochi mesi fa, è in situazioni miserrime, precarie, con poca acqua, pochi, pochissimi medicinali, in mezzo alle fognature. È una situazione igienica veramente vergognosa. Mi auguro che si possa fare qualcosa per cambiare questa situazione quanto prima”, ha aggiunto.

Durante la visita Pizzaballa ha benedetto la clinica dell’Ordine di Malta a Gaza City. Nella struttura uno staff di circa 30 persone tra medici, infermieri e farmacisti fornirà assistenza sanitaria di base fino a cento pazienti al giorno. La clinica nasce dalla partnership tra l’Ordine di Malta e il Patriarcato Latino di Gerusalemme. Le sue attività sono coordinate dal Malteser International, l’agenzia di soccorso internazionale dell’Ordine di Malta.

“L’assistenza sanitaria per la popolazione di Gaza è attualmente in condizioni catastrofiche,” afferma il dott. Ali Ibrahim Al-Musaddar, direttore medico della clinica. “La violenza continua nonostante il cessate il fuoco. Il 60% delle strutture sanitarie è stato completamente distrutto e molte altre sono gravemente danneggiate.” Le condizioni igienico-sanitarie sono estremamente precarie. “Le malattie della pelle si stanno diffondendo,” aggiunge il dott. Al-Musaddar. “Quasi l’intera popolazione è stata ripetutamente sfollata ed è dipendente dagli aiuti umanitari. Le persone arrivano qui malate, esauste e profondamente traumatizzate, in urgente bisogno di assistenza.”

“La benedizione della clinica da parte del Patriarca Latino alla vigilia della festa di San Giovanni Battista, patrono dell’Ordine, che si celebra il 24 giugno, rappresenta una tappa storica,” ha dichiarato Josef Blotz, Grande Ospedaliere dell’Ordine, responsabile delle attività caritative e mediche dell’Ordine di Malta. “A oltre novecento anni dalla nostra fondazione in Terra Santa, continuiamo a servire le persone in difficoltà indipendentemente dalla loro religione o provenienza. Questa clinica fornirà cure mediche salvavita alle persone in stato di necessità e mostrerà loro che non sono dimenticate. Stiamo lavorando attivamente per intensificare il nostro impegno in queste circostanze così difficili.”

Il finanziamento e le donazioni per la clinica sono forniti dal Ministero degli Esteri tedesco, dal Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Ceca, da Aktion Deutschland Hilft, UNICEF, dal Patriarcato Latino di Gerusalemme e dall’Arcidiocesi di Monaco e di Paderborn. Dall’inizio della guerra a Gaza nel 2023, Malteser International è riuscito a fornire oltre 200 tonnellate di beni di prima necessità salvavita a circa 25.000 persone che vivono nella parrocchia e nelle aree limitrofe.

Martedì Pizzaballa ha visitato anche l’ Al-Ahli Arab Hospital e in seguito il Centro Medico della Caritas.