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di Lorenzo Rossi
Emmanuel Macron ha scelto il suo uomo di fiducia. Il presidente francese ha nominato primo ministro Sébastien Lecornu, 39 anni, ex ministro delle Armate e già segretario di Stato all’Ecologia, affidandogli il compito di «consultare i partiti» per costruire gli accordi necessari in vista delle prossime decisioni politiche.
Le parole di Édouard Philippe
Il primo a commentare la scelta di Macron è stato l’ex premier Édouard Philippe (dal 2017 al 2020). Intervenuto su TF1, ha descritto Lecornu come un uomo con «le qualità per discutere e trovare un accordo con gli altri partiti». Philippe ha invitato alla ricerca di compromessi, pur ponendo dei limiti chiari: «Il budget delle armate, della polizia e della giustizia deve essere preservato».
L’attacco del Rassemblement National
Di tono opposto la reazione del Rassemblement National. Per Marine Le Pen, Lecornu rappresenta «l’ultima cartuccia del macronismo». La leader dell’estrema destra ha previsto che il suo successore a Matignon «si chiamerà Jordan Bardella». Più pragmatico il presidente del RN, che ha dichiarato: «Giudicheremo il nuovo primo ministro dai fatti e dalle sue scelte di bilancio, senza illusioni, pronti a ricordargli le nostre linee rosse».
Le critiche della sinistra e degli ecologisti
Durissimo anche Jean-Luc Mélenchon. Su X il leader di La France Insoumise ha parlato di «una triste commedia del disprezzo del Parlamento» e ha chiesto ancora una volta le dimissioni di Macron. Sulla stessa linea, la presidente dei Verdi Marine Tondelier, che ha definito la nomina «una provocazione» e «un totale mancato rispetto dei francesi», avvertendo che «tutto questo finirà male».
La mozione di destituzione
La France Insoumise non si è limitata alle parole. Martedì ha presentato in Assemblea una nuova mozione di destituzione contro il presidente Macron, appoggiata anche da alcuni deputati ecologisti e comunisti. La proposta ha scarsissime possibilità di andare in porto, ma la capogruppo LFI Mathilde Panot ha ricordato che «ieri due terzi dei parlamentari hanno respinto la fiducia alla politica macronista» e che «per una destituzione serve esattamente la stessa maggioranza qualificata».
Un fedelissimo del presidente
Il nome di Lecornu circolava già da tempo come possibile sostituto di Bayrou. Un fedelissimo con doti da mediatore, cruciali per mettere insieme un governo in Parlamento enormemente diviso tra forze politiche estreme. Già a dicembre Macron aveva pensato a lui, salvo poi affidarsi al leader centrista. La scelta di oggi conferma la volontà del presidente di puntare su un fedelissimo, nonostante le pressioni per nominare un premier di sinistra o aprire un vero tavolo politico.Il passaggio di consegne tra François Bayrou e il nuovo primo ministro Sébastien Lecornu avrà luogo a Palazzo a Matignon in coincidenza con una giornata di mobilitazione indetta per bloccare il Paese promossa da vari movimenti.




