Per capire Gian Marco Tamberi, i suoi eccessi, le sue bizzarrie, la forza che lo rinnova come la fenice, anche quando il mondo lo dà per finito, bisogna riascoltare L’istrione di Charles Aznavour: basta sostituire il teatro con lo stadio, aggiungere una curva al quarto lato del teatro, sostituire la curva con la platea et voilà, l’istrione ricompare e si riprende la scena. Sapevamo di questa caratteristica (chi non ricorda il gesso portato come un amuleto a Tokyo 2020 diventata 2021 in memoria dell’infortunio gli impedì Rio?), ma mai quanto all’Europeo di Birmingham ha dimostrato di aver bisogno della teatralità che è dentro di lui per tirare fuori in gara anche quello che non sa di avere: non capita quasi mai nel nuoto e nell’atletica che qualcuno faccia misure molto superiori a quelle di cui lo accredita la progressione stagionale, ma Gian Marco Tamberi è diverso: ha bisogno dei grandi palcoscenici, del pubblico in delirio, della posta in gioco altissima, perché la performance esca, la prova non lo esalta, gli serve dell’orlo del baratro, l’abisso scuro dell’istrione in cui precipitare, ha bisogno di morire di gioia e di paura quando il sipario sale, prima che scatti quello che i francesi chiamano “le trac”.

Gian Marco Tamberi è arrivato in Inghilterra con una miglior prestazione stagionale da 2,23, non una misura degna di lui e del suo passato, e con il potenziale misero di quella misura è sceso sulla pedana del salto in alto che dopo Parigi 2024 - olimpiade persa dopo essersi presentato per la bandiera con i postumi di una colica renale ancora addosso – gli aveva visto solo prestazioni opache. Sembrava che il campione che era stato fin lì fosse ormai dietro le spalle, che non sarebbe bastata la carica agonistica che è sempre stata la sua molla per farlo tornare istrione a 34 anni.

In barba a ogni scaramanzia il giorno della gara, il 14 agosto 2026, su Instagram aveva scritto alla figlia Camilla che proprio quel giorno compiva un anno, un post di promessa che più d’uno aveva temuto velleitario.

«Ci sono giorni nei calendari delle nostre vite che sono destinati a diventare indelebili. Giorni che non dimenticheremo mai, che ci strapperanno lacrime ogni qual volta li ripercorreremo nelle nostre menti.

«Ci sono», ha scritto Tamberi, «giorni nei calendari delle nostre vite che per qualche strano motivo sembrano delle vere e proprie congiunzioni astrali. Oggi, un anno fa, tu venivi al mondo. In un solo anno hai letteralmente stravolto la nostra vita, fatto esplodere i nostri cuori di gioia. Hai reso la donna più importante della mia vita l'essenza della felicità, consentendole di realizzare il suo sogno più grande. Hai dato a me la forza di reagire in uno dei momenti più duri della mia vita. Tutto questo in un solo anno di vita, amore mio. Sono completamente, coscientemente, follemente innamorato di te.
Oggi, 14.08.2026, il tuo Babà ti farà vedere ciò che sa fare meglio. Averti seduta sugli spalti questa sera a battere le manine a tempo è un privilegio immenso.
Forse una congiunzione astrale, o forse un segno del destino, resta il fatto che oggi io tornerò a volare per te! ♥️».

Athletics - European Athletics Championships - Alexander Stadium, Birmingham, Britain - August 14, 2026 Gold medallist Italy's Gianmarco Tamberi celebrates after winning the men's high jump final REUTERS/Dylan Martinez
Athletics - European Athletics Championships - Alexander Stadium, Birmingham, Britain - August 14, 2026 Gold medallist Italy's Gianmarco Tamberi celebrates after winning the men's high jump final REUTERS/Dylan Martinez
L'esultanza folle di Tamberi (REUTERS)

E invece no. È stata davvero lei, Camilla, la motivazione extra dell’istrione Gimbo, che in pedana diventa un esagerato egocentrico autoreferenziale, ma che nella vita è un romanticone che si tiene attaccato alle relazioni autentiche: Chiara Bontempi, la ragazza di una vita, di quando Gimbo “halfshave” (mezzabarba) Tamberi era solo Gianmarco, un ragazzo che avrebbe voluto giocare a pallacanestro e che saltava senza sapere se quella sarebbe mai stata la sua strada. Se l’è sposata nel 2022 e un anno fa ha dato alla luce Camilla, accontentando il desiderio di Gimbo che non ha mai nascosto il sogno che fosse una bambina. Adesso la molla è raddoppiata: c’è Camilla, inquadrata nascosta in braccio alla mamma, al momento della scalata di Gian Marco agli spalti, con l’istrione che da direttore d’orchestra improvvisato, dopo aver fatto scena in ogni modo, ha condotto uno stadio intero a cantare Happy birthday to you, tanti auguri, a una bambina ignara nascosta da un abbraccio alle telecamere e che un giorno forse rivedrà tutto, a cominciare da un papà che si è superato per dimostrare a sua figlia di saper fare di meglio che «prendere schiaffoni» in mezzo a una pedana. Il resto è tutta scena: la sovrastruttura che serve a Tamberi a far scattare le trac e a trovare sulla scena la giusta dimensione. Per lei Halfshave Tamberi non esiste c’è soltanto “babà”, un padre super social ma attentissimo a non mostrare mai la sua piccola in volto, un papà, che avendo avuto da figlio una relazione tormentata, prova a fare del suo meglio da padre.