Diomede Barchiesi continuerà a vivere nel corpo di altri: il cuore è stato destinato a Bergamo, i reni a L'Aquila e il fegato a Pisa. Morto dopo cinque giorni di coma per lesioni cerebrali gravissime, il 14 agosto scorso, Barchiesi, papà cinquentenne, era in vacanza in camper con la sua famiglia sul lungo mare di Fossacesia, accogliente cittadina sulla Costa dei Trabocchi, in provincia di Chieti, quando la notte del 9 agosto poco dopo le 4 del mattino - intervenuto per sedare una rissa tra diciottenni dov’era coinvolto anche suo figlio – è stato colpito in volto dal pugno di un ragazzo.

Una notizia drammatica che ha lasciato tutti sgomenti come accadde a Massa in aprile per il 47enne Giacomo Bongiorni ucciso in piazza Felice Palma dopo essere stato aggredito da un branco di giovani. Per l’insensata violenza, per la banalità del male e perché ci interroga tutti profondamente nel nostro ruolo di padri e madri, in bilico tra il dovere di intervenire e di educare e l’inaccettabile terrore che quella scelta si riveli fatale.

Diomede era un uomo amato e stimato in paese, «ho ascoltato il ricordo di tanti concittadini atessani che hanno condiviso con lui momenti della vita quotidiana: a scuola, sul lavoro, nelle strade e nei luoghi della nostra comunità» ha dichiarato il sindaco di Chieti, Giulio Borrelli. «Attraverso le loro parole si comprende perché era un giovane profondamente amato, pieno di vita e di affetti. È un dolore grande dover dire addio a una persona così giovane, la cui vita è stata sottratta ingiustamente e troppo presto. Ora è il momento del raccoglimento, nel rispetto di Diomede, della famiglia e di quanti lo hanno amato».

Diomede Barchiesi, in tenuta da ciclista posa sorridente in un selfie (ANSA)

Nato ad Atessa e vissuto ad Altino (Chieti), Barchiesi si era poi trasferito nella vicina Lanciano. E anche il sindaco di Altino, Vincenzo Muratelli, gli ha dedicato un lungo post: "Ciao Amico leale e sincero. Ciao papà, figlio e fratello amato e premuroso. Ciao amico mio pregiato. Certamente sarai già tra gli angeli del cielo a offrire la tua gentilezza e sostegno a chiunque incontrerai come facevi in ogni occasione con adorabile spontaneità. Sicuramente starai scalando con la tua bici amata quelle salite sfidandole per conquistarle, come facevi con la tua caparbietà e la tua forza o rincorrendo un pallone da riconquistare per offrirlo ai tuoi compagni con lo spirito di squadra che ti caratterizzava e ti rendeva benvoluto e amato da compagni e avversari, per sempre nel mio e nei nostri cuori. Il tuo Capitano».

Ma il cuore di Diomede continuerà a battere in un altro corpo regalandogli la vita. Concluso il periodo di osservazione per la morte cerebrale e ottenuto, dopo la valutazione del medico legale, il nulla osta al prelievo da parte dell'Autorità giudiziaria, nella notte fra venerdì 14 e sabato 15 agosto sono iniziate le operazioni di prelievo degli organi. Al momento del rinnovo della carta d'identità, infatti, Barchiesi aveva espresso la propria volontà favorevole alla donazione degli organi, si legge in una nota della Asl di Pescara. L’ultimo gesto di una persona «estremamente altruista» come l’ha definito la moglie Anna Maria «che voleva aiutare tutti».