Una pace «disarmata e disarmante», come la definiva Papa Leone XIII, il pontefice cui si ispira papa Prevost, è il cuore del messaggio che i vescovi italiani, riuniti nel Consiglio Episcopale Permanente sotto la guida del cardinale Matteo Zuppi, rilanciano in un tempo lacerato dai conflitti, di una Terza Guerra Mondiale a pèezzetti. Dal Medio Oriente all’Ucraina, passando per i drammi spesso dimenticati di altri angoli del pianeta, l’appello è uno solo: tacciano le armi, si aprano spiragli di giustizia e riconciliazione attraverso il dialogo e la buona volontà.

Il grido per Gaza e l’Ucraina

Senza ambiguità, i vescovi chiedono un cessate-il-fuoco immediato, condannando la violenza cieca che colpisce popolazioni intere, con un tributo di sangue ormai inaccettabile. Le parole di Leone XIV all’udienza generale del 21 maggio – «Il prezzo straziante è pagato dai bambini, dagli anziani, dalle persone malate» – sono fatte proprie e rilanciate: aiuti umanitari dignitosi, corridoi umanitari, intervento della Comunità internazionale, fine dei bombardamenti, soprattutto sui civili,  sono le urgenze che i vescovi affidano alla responsabilità della politica.

Una veglia per la pace

Per dare concretezza spirituale a questa invocazione, la Chiesa italiana propone una Veglia di Pentecoste, centrata sulla preghiera per la pace. Lo Spirito Santo che scende nel Cenacolo e dona agli Apostoli il potere di farsi comprendere da tutti diventa simbolo di ciò che oggi manca: il linguaggio dell’incontro e della comunione tra i popoli. L’Ufficio Liturgico nazionale predisporrà presto uno schema di preghiera per le comunità locali.

Il Sinodo prosegue: prossime tappe

Tra le altre questioni affrontate, il Consiglio ha fatto il punto sul Cammino sinodale. Dopo la vivace Assemblea di inizio aprile, si procede con la redazione del testo che sarà discusso nella Terza Assemblea Sinodale del 25 ottobre. Tre i grandi assi portanti: missione e prossimità, formazione alla vita e alla fede, corresponsabilità nella gestione della Chiesa. Un processo corale che coinvolgerà vescovi, laici, delegati e facilitatori in ogni regione.

Referendum e cittadinanza: la Cei invita al discernimento

Non è mancata la riflessione sul prossimo Referendum dell'8 e del 9 giugno, in particolare sul tema della cittadinanza, il quinto quesito insieme ai primi quattro centrati sul lavoro. La proposta di ridurre da 10 a 5 gli anni necessari per ottenerla è stata letta dai vescovi come occasione per una riforma più ampia e giusta, che non mortifichi la dignità di chi vive e contribuisce al Paese. Anche sul lavoro e l’integrazione, l’invito è alla responsabilità e alla visione di lungo periodo senza farsi offuscare dall'illusione sovranista dell'invasione.

Emergenza carceri: serve clemenza e reinserimento

La situazione nelle carceri italiane continua a interpellare la coscienza civile ed ecclesiale. Il Consiglio rilancia la proposta fatta in vista del Giubileo: forme di amnistia, condoni mirati, percorsi di recupero che aiutino i detenuti a reintegrarsi nella società. «Restituire speranza» è l’obiettivo, in un sistema penitenziario che dovrebbe educare e non solo punire. Un appello in perfetta sintonia con l'anelito di papa Francesco.

La persona al centro, sempre

Davanti a recenti sentenze della Corte costituzionale, i vescovi ribadiscono il principio non negoziabile della dignità della vita umana. Dal concepimento alla morte naturale, ogni fase dell’esistenza merita tutela e rispetto. In particolare, sottolineano il diritto del bambino a crescere con una figura materna e una paterna, e chiedono l’applicazione piena della legge sulle cure palliative, per accompagnare con amore e dignità chi è alla fine della vita.

Un messaggio di speranza

Infine, è stato approvato il Messaggio per la Giornata del Ringraziamento, in programma il 9 novembre 2025, sul tema “Giubileo, riposo della terra e speranza per l’umanità”, in sintonia con l’orizzonte del Giubileo 2025. Contestualmente, sono state aggiornate le tabelle parametriche per gli spazi pastorali e parrocchiali, con l’impegno alla trasparenza e alla funzionalità delle strutture ecclesiali.