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Sono parole di incoraggiamento e speranza quelle che il Papa ha rivolto, in francese, alla delegazione del Chagos Refugees Group ricevuta stamani, 23 agosto, in Vaticano. L’associazione è da anni impegnata nella battaglia per la restituzione delle Isole Chagos alla Repubblica di Mauritius, vicenda che ha trovato una conclusione lo scorso maggio con la firma del trattato tra Londra e Port Louis.
L’accordo, che prevede il rientro dell’arcipelago sotto la sovranità mauriziana e il mantenimento della base militare statunitense a Diego Garcia, rappresenta per il Pontefice «un segno incoraggiante» con «una forza simbolica sulla scena internazionale».
Il Papa ha ricordato l’incoraggiamento dato già nel 2023 a proseguire i negoziati, sottolineando oggi come la restituzione sia «un passo significativo verso il vostro ritorno a casa». Ha poi reso omaggio «alla determinazione del popolo chagossiano, e in particolare a quella delle donne, nella rivendicazione pacifica dei propri diritti».
«Questi anni di esilio – ha aggiunto – vi hanno fatto conoscere povertà, disprezzo ed esclusione. Possa il Signore guarire le vostre ferite e concedervi la grazia del perdono verso quanti vi hanno fatto del male. Vi invito a guardare risolutamente al futuro».
Una vicenda lunga e dolorosa quella delle Isole Chagos: dal distacco forzato dalle Mauritius nel 1965, all’esilio di duemila abitanti per permettere la costruzione della base di Diego Garcia, fino alle pronunce della Corte internazionale di giustizia e dell’ONU, che già dal 2019 chiedevano la restituzione. Dopo decenni di battaglie legali e diplomatiche, il trattato del 2025 segna la fine di una grave ingiustizia storica.




