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sabato 25 maggio 2024
 

La religione non è uno show, la fede non è uno spettacolo di fuochi d'artificio

La riflessione per mercoledì 1° marzo - Parola del giorno: Luca 11,29-32

Il Vangelo di oggi inizia con una folla grande che si accalca attorno a Gesù. Potremmo dire che questo è un buon segno, ma in realtà basta leggere un po’ più avanti nei versetti successivi e renderci conto che quella folla è lì perché è incuriosita dai segni che Gesù compie e non dal suo messaggio. Molti confondono la fede con i fuochi d’artificio di fatti straordinari e stranezze varie che servono solo ad alimentare un atteggiamento religioso teatrale e superstizioso, mentre invece la vera fede è riconoscere in un uomo crocifisso il figlio di Dio. Questa verità è così scandalosa che tutti gli evangelisti descrivono la scena della morte di Gesù sottolineando che persino i suoi discepoli fuggirono tutti, ed è paradossale che sarà proprio un soldato pagano a riconoscere per primo il Figlio di Dio nella totale sconfitta di un uomo morto sulla Croce.

La verità però è che questa fede è un dono, e la si riceve solo se si è disposti a lasciarsi spogliare da tutto ciò che non serve. In questo senso più si progredisce nel percorso di fede e più dovrebbero diminuire tutte le richieste di segni da parte di Dio, perché la vera fede è sapere che il Signore ci darà l’unico segno che conta: rivelarsi nella nostra debolezza. Questo farà dire un giorno a San Paolo “quando sono debole è allora che sono forte”. Ma si accede a una simile rivelazione quando si smette di considerare la religione uno spettacolo, e si prende sul serio ciò che Dio ci mette dinanzi ogni giorno, senza ricercare nulla di sensazionale.


28 febbraio 2023

 
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