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Sono stati condannati tutti e tre gli imputati nel processo, durato un anno e mezzo, per la gestione finanziaria del Coro della Cappella musicale pontificia. La sentenza di primo grado condanna l'ex direttore della Cappella Sistina, monsignor Massimo Palombella, a 3 anni e 2 mesi di reclusione, a 9 mila euro di multa e all’interdizione dai pubblici uffici per un tempo pari alla durata della pena detentiva. Per l’ex direttore finanziario, Michelangelo Nardella, la pena è di 4 anni e 8 mesi di reclusione, 7 mila euro di multa, interdizione perpetua dai pubblici uffici. A Simona Rossi, moglie di Nardella, sono stati comminati 2 anni di reclusione, 5 mila euro di multa e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
I tre, accusati di peculato, riciclaggio e truffa nell’ambito dell’attività del Coro che, divenuto ente autonomo, si esibisce in concerti in Italia e all’estero, sono stati condannati anche alle spese processuali. Per il sacerdote salesiano e per Nardella, inoltre, è stata confermata l’accusa di abuso d'ufficio continuato per condotte relative all'organizzazione dei concerti in favore di importanti aziende italiane. Per questo, in solido tra di loro, devono restituire 127 mila euro oltre a interessi e rivalutazione quale profitto del delitto. Al solo Nardella è stata comminata la confisca, anche per equivalente, di 123.646,21 euro e ai coniugi, in solido tra loro, di 29.699,02 euro.
La difesa ha fatto sapere che farà appello.
Appresa la notizia della sentenza di primo grado la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano ha precisato che «i presunti fatti di carattere amministrativo contestati a Mons. Palombella non riguardano in alcun modo l’impegno musicale ed educativo da egli svolto presso la Veneranda Fabbrica dal settembre 2021, quale attuale Maestro Direttore della Cappella Musicale del Duomo di Milano».




