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Un testo breve ma significativo. Papa Francesco ricorda, attraverso le parole inviate al cardinale Tolentino perché le leggesse all’Angelus, «l’importanza dell’arte come linguaggio universale che diffonde la bellezza e unisce i popoli, contribuendo a portare armonia nel mondo e a far tacere ogni grido di guerra». Saluta gli artisti «Avrei voluto essere in mezzo a voi ma, come sapete, mi trovo qui al Policlinico Gemelli perché ho ancora bisogno di un po' di cure per la mia bronchite» e ringrazia sia i medici e gli operatori del Gemelli «per la loro premura» che quanti gli stanno inviando messaggi di vicinanza e affetto. E, anche dal letto di ospedale, non smette di chiedere di pregare per la pace «nella martoriata Ucraina, in Palestina, in Israele e in tutto il Medio Oriente, in Myanmar, nel Kivu e in Sudan».




