Una famiglia russa ed una famiglia ucraina, insieme, porteranno la croce e faranno le meditazioni della tredicesima stazione della Via Crucis che Venerdì Santo, Papa Francesco presiederà al Colosseo, dopo due anni di assenza a causa dello stop imposto dalla pandema.

La tredicesima stazione è considerata una delle più strazianti del percorso: rappresenta il momento in cui Cristo è deposto dalla Croce ed il suo corpo viene riconsegnato alla Madonna. Un momento particolarmente profondo della Passione, che ha ispirato centinaia di opere d'arte la più famosa delle quali è la Pietà di Michelangelo, conservata in Vaticano. La scelta va così a saldare perfettamente il tema scelto da tempo per la Via crucis di quest'anno, la famiglia a cinque anni dalla pubblicazione della Amoris Laetitia, e la guerra che sta sconvolgendo l'Ucraina, le sue famiglie e le famiglie russe che hanno soldati inviati al fronte.

Gli altri temi delle meditazioni: la crisi acuita dalla pandemia, la mancanza di lavoro e la conseguente angoscia di una vita familiare precaria e il dramma dei migranti.

Questo lo schema della Via Crucis, stazione per stazione: I una coppia di giovani sposi, II una famiglia in missione, III una coppia di sposi anziani, IV una famiglia con 5 figli, V una famiglia con un figlio con disabilità, VI una famiglia che gestisce una casa di accoglienza, VII una famiglia che affronta la malattia VIII una coppia di nonni, IX una famiglia con figli adottivi, X una donna con figli che ha perso il marito, XI una famiglia con un figlio consacrato, XII una famiglia che si confronta con la perdita di un figlio, XIII una famiglia ucraina e una famiglia russa, XIV una famiglia di migranti.

«La vita sembra perdere di valore. Signore dove sei? Parla nel silenzio della morte e della divisione ed insegnaci a fare pace, ad essere fratelli e sorelle, a ricostruire ciò che le bombe avrebbero voluto annientare». E' questa la conclusione della meditazione che risuonerà venerdì sera mentre la croce verrà portata, congiuntamente, da due famiglie, una ucraina e una russa. «La morte intorno. La vita che sembra perdere di valore. Tutto cambia in pochi secondi», si legge nella meditazione della tredicesima stazione, «L'esistenza, le giornate, la spensieratezza della neve d'inverno, l'andare a prendere i bambini a scuola, il lavoro, gli abbracci, le amicizie... tutto. Tutto perde improvvisamente valore. 'Dove sei Signore? Dove ti sei nascosto? Vogliamo la nostra vita di prima. Perché tutto questo? Quale colpa abbiamo commesso? Perché ci hai abbandonato? Perché hai abbandonato i nostri popoli? Perché hai spaccato in questo modo le nostre famiglie? Perché non abbiamo più la voglia di sognare e di vivere? Perché le nostre terre sono diventate tenebrose come il Golgota?'. Le lacrime sono finite. La rabbia ha lasciato il passo alla rassegnazione. Sappiamo che Tu ci ami, Signore, ma non lo sentiamo questo amore e questa cosa ci fa impazzire. Ci svegliamo al mattino e per qualche secondo siamo felici, ma poi ci ricordiamo subito quanto sarà difficile riconciliarci. Signore dove sei? Parla nel silenzio della morte e della divisione ed insegnaci a fare pace, ad essere fratelli e sorelle, a ricostruire ciò che le bombe avrebbero voluto annientare».


La protesta dell'ambasciatore ucraino e la risposta di padre Spadaro

L'Ambasciata ucraina presso la Santa Sede, però, ha contestato la decisione della Santa Sede di far portare insieme la croce alle due famiglie. «L'Ambasciata ucraina presso la Santa Sede - ha scritto su Twitter l'ambasciatore Andrii Yurash - capisce e condivide la preoccupazione generale in Ucraina e in molte altre comunità sull'idea di mettere insieme le donne ucraine e russe nel portare la Croce durante la Via Crucis di venerdì al Colosseo. Ora stiamo lavorando sulla questione cercando di spiegare le difficoltà della sua realizzazione e le possibili conseguenze».

Su Facebook il commento di padre Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà Cattolica: «Sono state sollevate obiezioni circa l'idea di #PapaFrancesco di far portare la Croce nella XIII stazione della #ViaCrucis al Colosseo a una donna #ucraina e una donna #russa. Insieme. Occorre comprendere una cosa: Francesco è un pastore non un politico», ha scritto in un post, «Agisce secondo lo spirito evangelico, che è di riconciliazione anche contro ogni speranza visibile durante questa guerra di aggressione definita da lui 'sacrilegà. Per questo ha pure consacrato insieme #Ucraina e #Russia al Cuore di Maria», spiega.

Padre Spadaro ricorda che «le due donne, Albina e Irina, nel venerdì santo porteranno la Croce. Non diranno una parola. Neanche una richiesta di perdono o cose del genere. Niente. Sono sotto la Croce. Scandalosamente insieme. È un segno profetico mentre le tenebre sono fitte. Ed è una invocazione a Dio perchè ci dia la grazia della riconciliazione - prosegue -. La loro presenza insieme è una preghiera scandalosa per chiedere una grazia che solamente Lui può dare. La profezia si incunea nei cuori e nelle ombre della storia».

Secondo il direttore di Civiltà Cattolica, «la domanda per il credente resta: che cosa significa oggi in questa situazione «amare il nemico« (che è il cuore del Vangelo). E il Papa è pastore universale. Per lui vale quel che ha appena scritto in un tweet: 'Il Signore non ci divide in buoni e cattivi, in amici e nemici. Per Lui siamo tutti figli amatì. È terribile e scandaloso. Ma è questo il Vangelo di Cristo».