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«È stato un gesto forte e per me anche doloroso perché la Messa delle 10 è la Messa dei bambini e per me i bambini sono un sacramento». Don Maurizio Patriciello non ha usato giri di parole, subito dopo l’intimidazione subita domenica mattina a Caivano. Durante la celebrazione, un uomo si è avvicinato all’altare e gli ha consegnato un fazzoletto: dentro c’era un proiettile.
Il parroco del Parco Verde, da anni in prima linea contro la camorra e il degrado, ha spiegato ai giornalisti che il dolore più grande è che «questo avvenisse davanti ai bambini, mentre veniva a fare la comunione. Questo non me lo aspettavo proprio».
L’uomo e l’arresto
L’autore del gesto è un 75enne, già noto alle forze dell’ordine e con problemi psichiatrici diagnosticati. Nonostante ciò, è stato arrestato dagli uomini della scorta e dai Carabinieri. L’anziano ha dichiarato di essere stato “mandato” a compiere quella consegna. «Bisogna capire chi lo ha mandato e perché», ha commentato don Patriciello. Non si esclude che il bossolo fosse collegato alle “stese” di sabato sera, quando un gruppo di uomini a bordo di scooter ha esploso diversi colpi di pistola a pochi passi dalla parrocchia.
Le istituzioni al fianco del parroco
La solidarietà non si è fatta attendere. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto pervenire a don Patriciello la sua «vicinanza e solidarietà dopo il grave gesto intimidatorio». La premier Giorgia Meloni ha definito l’episodio «vigliacco e criminale» e ha assicurato che «lo Stato non farà alcun passo indietro».
Anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha telefonato al sacerdote per esprimergli la propria vicinanza e ha preannunciato una visita a Caivano. Intanto, il Viminale ha disposto l’invio di pattuglie aggiuntive nel quartiere e l’innalzamento delle misure di tutela per il parroco. Oggi si riunirà il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con all’ordine del giorno gli episodi di violenza al Parco Verde.
Un segnale della camorra
Don Patriciello aveva scritto poche ore prima, sui social, parole nette contro la criminalità: «Le due orribili stese a pochi passi dalla mia parrocchia stanno a dire una cosa importante: la malavita organizzata ha ricevuto, in questi ultimi mesi, un durissimo colpo. Stolti, non illudetevi. Avete il fiato sul collo».
Il gesto del proiettile, dunque, sembra assumere i tratti di una risposta della malavita. A testimoniarlo anche le parole di Pina Castiello, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, presente in chiesa: «È raccapricciante e vergognoso quello che è accaduto. Un esponente della criminalità locale, confondendosi tra i fedeli, ha consegnato quel proiettile a don Patriciello dileguandosi poi velocemente».
“Non sarà lasciato solo”
Messaggi di vicinanza sono arrivati da tutto l’arco politico. «La malavita non riuscirà a far tacere chi difende legalità e giustizia. Paura? Mai», ha scritto Matteo Salvini. Per Giuseppe Conte si è trattato di «un episodio vergognoso», mentre il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha sottolineato che «le minacce non fermeranno la sua opera».
Il prefetto di Napoli Michele di Bari ha garantito che «i cittadini onesti del Parco Verde, che rappresentano la stragrande maggioranza, e don Patriciello non saranno lasciati soli. Lo Stato è presente e continuerà ad esserlo».
Il proiettile consegnato all’altare, proprio nel momento più sacro della Messa dei bambini, resta un segnale inquietante. Ma don Patriciello non sembra intenzionato a cedere. E ancora una volta ha affidato la sua risposta alle parole: nette, semplici, senza paura.




