Il più grande Festival di musica del mondo inizia nel segno del sacro. E' una scelta di Alexander Pereira, che dirige il Festival di Salisburgo che parte oggi  (sito www.salzburgerfestspiele.at) e che dal 2014 sarà il nuovo sovrintendente del Teatro alla Scala di Milano.

- Perché questa scelta, per una rassegna che dalle origini scrittura i più grandi interpreti nel segno dell’opera lirica, della musica sinfonica e da camera, del teatro, in una cornice culturale e mondana al tempo stesso?
«Perché ho sempre amato la musica sacra. Ed io credo nel rinnovamento del repertorio sacro e nella riscoperta e nella riproposta dei grandi capolavori del passato».

- Accoglie gli ospiti della grande kermesse dal 19 luglio con questa sua “creatura”: l’Ouverture spirituale. Si comincia con La creazione di Haydn. Come mai?
«Una mia ava (Pereira è austriaco, ndr) è stata una sostenitrice di Haydn. Ed io ho un debito di riconoscenza nei suoi confronti, ma anche nei confronti del sommo».

- Ma c’è di più: il confronto fra religioni che è tema di strettissima attualità è una delle angolature della Ouverture spirituale.
«Ogni anno faccio un focus su una religione. Ed in questo 2013 ho scelto il buddismo. Si alterneranno le voci dei monaci buddisti a quelle del gregoriano e la cosa mi affascina molto».

- Ma Salisburgo è caratterizzato anche a due fulcri: l’opera lirica e l’italianità.
«L’opera lirica ho imparato ad amarla lavorando in Italia per l’Olivetti. Fu il mio primo impegno professionale. Ho imparato l’italiano ascoltando la musica del ‘600».

- E se i grandi capolavori nel cartellone dell’edizione 2013 del Festival non possono non ricordare - a fianco dell’immancabile Mozart - i centenari di Verdi e di Wagner, sempre fondamentale come da tradizione, è la presenza italiana.
«Riccardo Muti, Daniele Gatti (rispettivamente con Nabucco e Maestri cantori, ndr) e Riccardo Chailly sono fra gli ospiti. Così come Maurizio Pollini, Giovanni Antonini con Norma, Paolo Carignani con Giovanna d’Arco, ed il registra Damiano Michieletto». sottolinea Pereira. E notiamo noi che non a caso Gatti e Chailly sono i due più accreditati candidati alla direzione della Scala. Ci sarà anche un’altra presenza al Festival alla quale viene dedicato molto spazio: quella dei ragazzi di 5 Orchestre Giovanile del Venezuela. «Non solo. Simon Rattle dirigerà con loro la Sinfonia n. 1 di Mahler e l’orchestra sarà formata da bambini dagli 8 ai 12 anni». In due parole: un festival come sempre straordinario. Ed alla luce della programmazione a noi italiani viene da domandarci: anche alla Scala Pereira aprirà con la musica sacra? A breve la risposta.