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Ho una figlia di 14 studiosa, diligente. Fino a un mese fa era ancora la piccola di casa. In questi giorni si sta velocemente trasformando in altro...le abbiamo preso il cellulare dopo gli esami, passa ovviamente tempo chattando e con le cuffie alle orecchie. Ieri sera voleva vedere Temptation Island... mi sono messa con lei sul divano, già conoscendo la pochezza della trasmissione, ma con la speranza di capire cosa la attirasse. Dopo un'oretta ho spento la TV... Ero nauseata da questi teatrini messi in scena da uomini e donne giovani belli e tutto tranne che reali. È nata una discussione, più le spiegavo i motivi, più lei mi guardava come se fossi uscita dal Medioevo. "Mamma lo guardano tutte...perché io no...". Forse sono troppo severa? Dobbiamo lasciarla libera di vedere questo programma? È solo per ridere, come sostiene lei?
Gentile Anna, in questi giorni altri genitori scrivono per lo stesso motivo. I figli preadolescenti sembrano non resistere alla tentazione di vedere il programma di cui parli. In effetti, quel programma la parola “tentazione” ce l’ha già nel titolo e rappresenta la principale attrattiva con cui viene uncinato lo spettatore. Corpi bellissimi, storie d’amore sospese tra il glamour e il trash, apparenza senza alcuna sostanza, banalizzazione di una delle dimensioni più importanti della vita degli esseri umani, ovvero la relazione amorosa. Non è un caso, che racconti che la trasformazione di tua figlia sia avvenuta in coincidenza con il suo primo possesso dello smartphone con relativo ingresso nel mondo online.


Perché tutto ciò che viene proposto ai nostri figli e figlie oggi passa da un progetto culturale di cui il mondo virtuale è il principale artefice. Nel mondo digitale, si viene nutriti con ingredienti che prevedono uno scarsissimo coinvolgimento dei funzionamenti cognitivi. Tutto è pathos, dramma, emozione, estetica, eccitazione. Per tenere agganciata l’attenzione emotiva l’imperativo è scandalizzare senza far pensare, stupire senza dare significati. È come se il nostro cervello – e quello dei nostri figli – fosse costantemente attirato da una gigantesca calamita alla quale non possono resistere. Sarebbe bello che avessero già dentro di loro la capacità di discriminare ciò che è bello veramente da ciò che non lo è, ciò che ha significato da ciò che è banale. Ma ancora non ne sono capaci. Perciò, cosa fare? Proprio quello che hai fatto tu. Siediti di fianco a tua figlia e fai il grillo parlante.
Tieni accesa la tua voce alternativa a quella massa di ciarpame che la Tv e l’online mette dentro la sua vita. La sua reazione scomposta e oppositiva è più che dovuta. Non può certo farti l’applauso mentre fai il “grillo parlante”. Però, intanto la tua voce le entra dentro. Sei la persona più importante della sua vita. Anche se deve distanziarsi da te, il tuo parere per lei conta. Averti a fianco mentre guarda quel programma, la “perturba” perché ne percepisce la distanza dai valori educativi che le avete proposto. E le tue parole glielo ribadiscono. Perciò continua a dirle e lascia che lei continui a contestarti.





