Puoi anche essere un uomo vincente, uno degli allenatori di calcio più visionari e vincenti del mondo (secondo alcuni, il più...), ricchissimo, ammiratissimo, ma alla fine ti ritrovi solo, a guardarti dentro, a capire quali sono le cose importanti, gli affetti, la famiglia, le persone a cui non puoi rinunciare, a fare un bilancio delle tue scelte e delle conseguenze che hanno comportato.

Dopo tante lezioni di calcio, di tattica, di possesso palla e ri-aggressione, Pep Guardiola dà una lezione di umanità: «Per il calcio ho divorziato dalla donna più bella del pianeta, la donna più importante della mia vita».

L’ex allenatore di Manchester City e Barcellona si riferisce all’ex moglie Cristina Serra, giornalista e imprenditrice spagnola: il legame tra Pep e Cristina era nato nel 1994 all’interno della boutique di moda della famiglia Serra, aveva generato tre figli e si era consolidato attraverso il matrimonio nel 2014, le tappe a Monaco e Manchester dopo il periodo a Barcellona.

Guardiola, 55 anni, ha raccontato il peso enorme di gestire un ruolo come il suo: la tensione continua, il tempo con la squadra lontano dalla famiglia, i viaggi, uno stress senza soluzione di continuità. Il tutto si complica quando Cristina decide di tornare in Spagna per seguire le sue attività imprenditoriali. Un ruolo reso ancora più gravoso dal modo in cui lui, maniaco della perfezione, lo interpreta: un’ossessione, come recita il documentario su Prime Video, A beautiful Obsession, una bella ossessione.

La coppia nel 2018.
La coppia nel 2018.

La coppia nel 2018.

(Action Images via Reuters)

Un’ossessione bella in termini calcistici, visti i risultati raggiunti dal tecnico, ma con costi umani e relazionali pesanti. Dopo una sconfitta con la Juventus, Guardiola nello spogliatoio si mette a nudo davanti ai suoi giocatori: «Ho divorziato dalla donna più bella del pianeta. La amo immensamente, ma abbiamo perso la passione. Qualsiasi cosa facciate nella vita, fatela con passione». Ancora, in un altro momento sportivamente difficile: «Metto in gioco la mia vita, il mio divorzio, la lontananza dalla famiglia e cosa ricevo in cambio? Una prestazione di m…a. Quando giocate così, mi sento solo».

Alla fine del campionato scorso, Pep ha deciso che era il momento di fermarsi, di tirare il fiato, di guardarsi dentro con calma: «Sarà difficile tornare. Ho bisogno di rimettere a posto molte cose. Sono successe tante cose nella mia vita personale e professionalmente ho bisogno di ritrovare me stesso, soprattutto sedermi e vedere il tempo che passa. In catalano si dice badar, farò proprio così». Ecco quindi un periodo sabbatico, dopo aver vissuto l’emozione di un’ultima partita d’addio circondato da tutta la sua famiglia, compresi i figli, il 95enne padre e la stessa Cristina.

In bocca al lupo Pep: stavolta dovrai vedertela solo con te stesso, con i valori e il senso della vita. E grazie per averci dato, ancora una volta, una bella lezione.