Mentre l’attenzione è puntata su Ceuta e sul braccio di ferro tra Italia e Germania per i cosiddetti “dublianti”, continuano i viaggi della speranza di migranti provenienti dall’Africa a che attraversano il Mediterraneo per approdare sulle coste italiane. E si contano nuovi morti. Quando la nave Life Support di Emergency ha intercettato nelle acque internazionali della zona Sar libica un barchino di legno stipato di migranti, sette di loro erano purtroppo già morti per soffocamento, mentre altri due in gravi condizioni sono stati evacuati per essere curati in ospedale.

I cadaveri dei sette migranti morti per soffocamento e recuperatyi dalla nave Life Support, Emergency's (ANSA)

Gli altri superstiti, tra cui cinque donne e 29 minori non accompagnati, si stanno dirigendo al porto assegnato di Bari a bordo della nave di Emergency. I migranti erano partiti dalla Libia il 16 agosto. Secondo quanto riferito dai soccorritori, provengono principalmente da Somalia ed Egitto. Quello della Life Support non è un intervento isolato. I poche ore centinaia di persone sono state salvate dalle navi delle organizzazioni non governative e dalle unità delle forze italiane.

A Lampedusa sono sbarcate 109 persone. Tra loro ci sono 38 migranti soccorsi dalla Aurora Sar 2, nave della ong tedesca Sea-Watch, tra cui un neonato, portati poi a Pozzallo, e altri 13 recuperati dal veliero Nadir, della tedesca Resqship. Altri interventi sono stati effettuati dalle motovedette della Guardia di finanza.

Sei migranti gettati in mare dai trafficanti sono stati tempestivamente raggiunti dall’equipaggio della nave Sea-Watch 5 che è riuscito a trarli in salvo a iniziare la rotta per portarli sulle coste italiane.

È invece arrivata stamattina a Ravenna la Humanity 1, con 73 persone recuperate tra Malta e Lampedusa. Il lungo trasferimento definito "inumano" dal sindaco della città, Alessandro Barattoni.

FABRIZIO ZANI FOTOGRAFO
FABRIZIO ZANI FOTOGRAFO
Nella prima mattinata è arrivata nel porto di Ravenna la nave Humanity 1, della ong tedesca Sos Humanity, che nei giorni scorsi ha tratto in salvo 73 persone nel mar Mediterraneo, nel corso di due operazioni di salvataggio avvenute l'8 e il 13 agosto, 17 agosto (ANSA)

A questi interventi si aggiunge quello della Ocean Viking, che ha soccorso 55 persone, quasi tutte provenienti dal Sudan, nella zona Sar maltese. Erano a bordo di un gommone, in mare da tre giorni. La maggior parte dei naufraghi ha dichiarato di provenire dal Sudan.

Troppo tardi invece per altri undici uomini, avvistati già cadaveri dall’aereo della ong Sos Mediterranée, durante un sorvolo di ricognizione. Da qualche parte deve esserci stato un naufragio “fantasma”. E chissà quanti altri migranti ne sono rimasti vittime, e giacciono in fondo al Mediterraneo, da anni diventato un enorme cimitero.